Dal pennello alla bic

Juan Francisco Casas disegna su superfici di grandi dimensioni servendosi soltanto dell’aiuto di una penna bic. Chi avrebbe mai immaginato che le penne blu, oltre a servire per scarabocchiare sui quaderni durante le lezioni e a prendere appunti, potessero diventare strumento per la creazione di opere d’arti?

Probabilmente neanche Juan Francisco lo sapeva e si potrebbe pensare che la sua passione sia nata proprio così, da quei ghirigori a margine pagina con cui esprimeva liberamente la sua creatività. Invece no, per l’artista è stata una necessità concettuale che si è presentata in maniera naturale nel corso della sua vita, dato che nei primi anni era la pittura su tela a interessarlo maggiormente. Casas, nato nel 1976 a Jaén, in andalusia,  si è laureato in Belle Arti all’università di Granada, ottenendo il Premio nazionale dal Ministerio de Educación y Ciencia e da quel momento la sua carriera è stata costellata da una serie infinita di riconoscimenti, dal prestigioso premio di pittura ABC nel 2004, fino alla residenza alla Real Academia de Espana di Roma. Come fosse un pennello, utilizza la penna a sfera rigorosamente blu e rigorosamente bic, sostituendo al tratto comune della scrittura quello poetico del dipinto, raggiungendo risultati molto apprezzati sia dal pubblico che dalla critica. Il blu lo sceglie perchè è il colore della penna per antonomasia; ed è l’elemento che accosta le sue opere ancora di più al pubblico. È la prova tangibile che con un oggetto comune si possa creare qualunque cosa, munendosi di creatività e di una buona dose di pazienza.

«Moltissimi artisti hanno utilizzato la penna: Tapies, Jean Fabre, Antonio López, Dalí, Miró e molti altri surrealisti, quasi tutti gli artisti hanno usato la penna almeno una volta nella loro vita per l’immediatezza e la facilità di questo strumento», risponde l’artista a chi l’accusa di monotonia e di poca creatività. Perché i suoi disegni non sono semplici bozzetti, ma gigantografie incredibilmente fotografiche, tanto che da lontano potrebbero tranquillamente sembrare stampe di inchiostro su carta. L’effetto sorpresa si rivela quando vengono osservate da vicino, mostrando con evidenza il tratto graffiato della punta della penna. L’etichetta di iperrealista tuttavia non gli piace, perché il risultato realistico non è il suo fine, ma la conseguenza di un processo, emblema dell’importanza che hanno i dettagli nel suo processo creativo. Il punto di partenza della sua ispirazione e la prima tappa del suo lavoro di riproduzione sono gli scatti fotografici, in particolare quelli erotici. Il perchè non c’è, come afferma l’artista, a lui interessa ogni aspetto della vita e il sesso è parte integrante e imprescindibile di quest’ultima.
I soggetti delle sue opere sono prevalentemente donne, nude nella maggior parte dei casi, ma nessuna di esse (o quasi) è modella, pur se quasi tutte sue amiche. Sono loro, racconta l’artista, a scegliere i parametri della loro rappresentazione, a scegliere le pose in cui vogliono essere immortalate; e lui le lascia fare. Non immaginiamoci immagini statiche di nudi evanescenti. Le sue sono piuttosto ragazze comuni: a Casas interessa il contrasto tra la visione tradizionale della figura femminile e quella nuova di una donna che decide, per la prima volta nella storia, come vuole essere rappresentata. Casas caratterizza le sue figure come fossero monumentali opere di street art, riportando fedelmente ogni particolare anche provocatorio e sfrontato, dalla ragazza seduta sul gabinetto a quella che nuda mostra sul corpo la scritta R. Mutt, come ovvio riferimento duchampiano. Insomma, dato che il lavoro è espressione della sua vita, insieme di momenti che s’imprimono nella sua mente e sulla pellicola fotografica, la sua evoluzione artistica va di pari passo con la sua crescita personale.

Dopo aver presentato recentemente una sua antologia, Casas si prepara attualmente al suo nuovo progetto espositivo, un’importante retrospettiva prevista per il 24 Aprile alla galleria Galeria Fernando Pradilla di Madrid, la galleria che ufficialmente lo rappresenta in Spagna. Info: www.galeriafernandopradilla.com/galeria

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