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Cattelan, Kentridge, Vezzoli e altri. Prorogate le mostre alla fondazione Sandretto Re Rebaudengo

La fondazione Sandretto Re Rebaudengo continua a tenere la scena artistica torinese dinamica e stimolante. Tanto che le due mostre nella prestigiosa sede di via Modane sono state prorogate le due mostre Calcio d’inizio (prorogata al 30 marzo) e Soft pictures (prorogata al 4 maggio). La prima, realizzata in collaborazione con l’assessorato allo Sport del comune di Torino e il Cus, propone un percorso visivo che accompagna al 2015, anno in cui Torino sarà capitale europea dello sport. Ispirato dalle immagini associate alle diverse discipline sportive, questo itinerario si snoda attraverso una serie di mostre, eventi culturali e progetti educativi.

Il legame tra arte e sport ha una tradizione antica, nella quale il corpo dell’atleta ha funzionato come referente di bellezza e di valori legati alla forza, alla sfida, alla competizione ma anche alla cultura, al gioco, alla correttezza e all’amicizia. La mostra fa emergere questi valori, aggiornandoli e documentandoli attraverso le ricerche e i molteplici linguaggi dell’arte contemporanea. Questo primo appuntamento è dedicato al calcio. Raccoglie una serie di opere che affrontano temi legati a questa pratica sportiva, toccando le sfere del quotidiano e dell’epico, della competizione e dello spirito di squadra, dello spettacolo e dell’esperienza individuale. Sport fortemente legato in Italia all’identità nazionale, il calcio, proprio per la sua popolarità e trasversalità, stimola a riflettere sulle dinamiche della nostra società. Gli artisti scelti per rappresentare questi concetti sono: Maurizio Cattelan, Olaf Metzel, Olivo Barbieri, Douglas Gordon, Philippe Parreno, Paolo W. Tamburella, Miguel Calderón, Santo Tolone, Paola Di Bello, Luca Resta.

Soft Pictures è, invece, una mostra collettiva, curata da Irene Calderoni, dedicata all’uso del medium tessile nell’arte contemporanea. Storicamente posto al confine tra arti liberali e arti applicate, l’uso del tessuto come materiale per creare immagini artistiche viene oggi ripreso dagli artisti nelle sue molteplici valenze, storiche, politiche, sociali e simboliche, una ricca trama di significati di cui questa mostra rende conto. Come prodotto del lavoro umano, fusione perfetta di tecnica e invenzione, grande maestria e impegnativa applicazione, l’arte tessile può sembrare lontana dall’approccio concettuale di tanta arte del nostro tempo, ma sono proprio questi aspetti che divengono centrali nel recupero odierno di questa tradizione. Al tempo dell’immagine digitale, scegliere il tessuto come materiale e antiche tecniche per lavorarlo diviene il primo gesto significante, un gesto forte, che riapre un campo di possibilità espressive per l’arte. Il tessuto impiegato dagli artisti per riflettere sulle nozioni di tradizione, di memoria, di folklore: là dove l’opera d’arte non ha un autore definito, ma porta in sé la ricchezza di un’intera cultura, di innumerevoli mani e menti che l’hanno forgiata nei secoli, tramandandone l’arte fino a noi. Ma il legame con la cultura di un popolo e di un’epoca richiama anche le connotazioni politiche e sociali di questi manufatti: il lavoro umile e domestico, prettamente femminile e funzionale alle esigenze private, l’altra faccia di un’arte che arriva a rappresentare la ricchezza e la potenza delle corti europee. Durevole e facile da trasportare, il tessile è anche stato la merce per eccellenza, protagonista delle dinamiche commerciali ed economiche che hanno rivoluzionato la storia.

Gli artisti in mostra sono: Sanford Biggers, Shannon Bool, Enrico David, Willem De Rooij, Noa Eshkol, Mike Kelley, William Kentridge, Gabriel Kuri, Goshka Macuga, Adele Roeder, Slavs Tatars, Rosemarie Trockel, Piotr Uklanski, Francesco Vezzoli, Vincent Vulsma, Franz Erhard Walther, Pae White, Andrea Zittel.

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