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Non si arresta la querelle sul tesoro nazista

Il collezionista d’arte tedesco Cornelius Gurlitt, l’uomo al quale due anni fa è stato sono state sequestrate oltre 1.400 opere d’arte che conservava nel proprio appartamento a Monaco in quello che è noto come ‘tesoro di Hitler’, ha presentato ricorso contro la confisca. Lo rende noto Stephan Holzinger, portavoce del collezionista, affermando che secondo gli avvocati la decisione fu sproporzionata e le opere sono prove irrilevanti nel caso di evasione fiscale. Il ricorso, ha detto Holzinger, è stato presentato la settimana scorsa al tribunale di Augusta, che ha la competenza sul caso. Le opere vennero sequestrate nel 2012 nel corso di un’indagine tributaria ma l’azione delle autorità è stata resa nota solo lo scorso novembre, grazie a un articolo pubblicato dalla rivista tedesca Focus. Le autorità stanno cercando di capire se 458 delle opere fossero fra quelle rubate dai nazisti nella seconda guerra mondiale, ma prevedono di restituire al collezionista quelle che senza ombra di dubbio gli appartengono. «Il signor Gurlitt e i suoi difensori sono pienamente a conoscenza della dimensione morale del caso», ha detto Tido Park, uno degli avvocati del collezionista. «Tuttavia, i processi penali non sono il posto giusto per categorie morali», ha aggiunto.

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