Interventi - L'esiziale & l'essenziale

Monoliti, superpapi & mega Totti

Strana città, Roma. Può capitare che piova dal cielo un’opera d’arte abusiva installata al Circo Massimo all’insaputa di tutti, dal comune alla soprintendenza, come quella di Francesco Visalli – parte di un progetto che prevedeva un poker d’opere consimili per omaggiare Mondrian, con tanto d’edera fintoplastica – rimossa dopo due mesi senza che nessuno si accorgesse dell’assenza di ogni permesso, con relativa multa all’artista romano (sua, tra l’altro, una personale al Chiostro del Bramante nel 2011). Che poi l’artista meni l’intento provocatorio o gongoli alla trovata pubblicitaria, quel che conta è che lo show paghi e si riscuota all’incasso mediatico, certo maggiore della sanzione per la rimozione del nero monolite.

Oppure, negli stessi giorni di gennaio, l’Ama può decretare un intervento d’urgenza per rimuovere da un muro di Borgo Pio un murale di papa Francesco nelle vesti di supereoe, ad opera di Mauro Pallotta, per ragioni di decoro urbano. Decisione “improvvida d’un avvenir mal fido”, per dirla come Manzoni, visto che mentre la solerte squadretta dei ripulitori entrava in azione il pontificio Consiglio delle comunicazioni twittava entusiasta del valore artistico del graffito, che sarà riprodotto poco distante. S’attende su via Plauto un Superpapa Francesco più bello e forte che pria. Sempre in tema di street art, uno dei miti contemporanei capitolini, anzi, il mito contemporaneo per antonomasia – perlomeno per la sponda di fede romanista – Francesco Totti è apparso sul muro dell’istituto dove ha fatto le medie. Il volto del Pupone s’affaccia ridente su porta Metronia, a firma Lucamaleonte, e dà la stura alla mostra dell’artista dal 15 febbraio alla galleria 999 Contemporary al Testaccio, quartiere di storica e provata fede romanista. L’iniziativa è un progetto della galleria e del municipio, non sappiamo che effetto sortirà nel Campidoglio super partes il mega Totti, ma non perdetevelo se siete nei paraggi, e tenete pronto il cellulare tante volte avvistaste l’Ama.

Ma la mejo trovata l’ha avuta una nota azienda dolciaria per pubblicizzare il remake d’un merendone gelato: alto e paffuto s’erge sul marciapiede a due passi da ponte Milvio, per la gioia dei golosi che passecchiano sul lungotevere e l’attivismo dei facebokkari di ogni dove. Metascultura a tributo del gelido mordi e fuggi dei tempi che le robine di Claes Oldenburg sono facezie, al confronto. Strana città, Roma. Può capitare che piova di tutto. Che piova, e basta. E in questo diluvio venire giù quel che resta dell’Urbe.

Commenti

  • Franco

    “nota azienda dolciaria per pubblicizzare il remake d’un merendone gelato: alto e paffuto s’erge sul marciapiede a due passi da ponte Milvio,” di cosa si tratta?

    • http://mauriziozuccari.net Maurizio Zuccari

      È la nuova campagna pubblicitaria di un vecchio gelato. Un remake dolciario, appunto. Non è che sia necessario fargli pubblicità