Gli occupanti del teatro Valle ci riprovano. Vogliono legittimare la loro posizione direzionale di questo celebre e antico spazio teatrale chiedendo alle istituzioni locali capitoline di riconoscere la fondazione in cui si sono costituiti: la fondazione teatro Valle bene comune. Ma serve un incontro. E per questo hanno scritto al sindaco di Roma Ignazio Marino e al ministro dei Beni culturali Massimo Bray per chiedere un incontro.
”Dopo la visita della Digos, avvertiamo un preoccupante cambiamento di clima in questa città. Dal 17 settembre, giorno di costituzione della fondazione teatro Valle bene comune, chiediamo un confronto con le istituzioni e l’apertura di un percorso pubblico e partecipato che porti al riconoscimento dello statuto speciale dei Beni comuni. Un percorso nuovo, che trova fondamento anche nel lavoro con i giuristi della costituente dei beni comuni. Nonostante le ripetute richieste non abbiamo ricevuto risposta. Per questo oggi rinnoviamo pubblicamente la nostra richiesta e condividiamo la lettera inviata al sindaco Marino e per conoscenza al ministro Bray. Le lotte dei beni comuni generano un cambio di prospettiva profondo anche sulla gestione dei beni pubblici. Chiediamo che gli amministratori si pongano in ascolto e si assumano la responsabilità di legittimare le proposte che arrivano dalla cittadinanza attiva”. Il teatro Valle occupato scrive al sindaco di Roma, Ignazio Marino e al ministro dei Beni culturali, Massimo Bray.
A partire dall’occupazione del Teatro Valle del 14 giugno 2011, si legge nella lettera, ”la comunità di artisti e cittadini coinvolti ha avviato un percorso approdato alla costituzione della fondazione teatro Valle bene comune, che ha visto la partecipazione di oltre 5.500 soci sostenitori, la raccolta del capitale sociale attraverso un azionariato diffuso e la scrittura dello statuto emendato online durata oltre un anno. Il 16 settembre 2013 lo Statuto della fondazione è stato depositato. Attualmente esso è in esame presso la Prefettura di Roma, chiamata a pronunciarsi sul suo riconoscimento entro il 12 febbraio 2014. La fondazione è basata sui principi nati dalle riflessioni e dalle lotte per i beni comuni, così come delineati dalle pratiche in corso e da più articoli della Costituzione italiana, e che ne affida a comunità di cittadini e di lavoratori il governo e la cura”.
Dal momento che, si legge infine nella lettera, ”attorno a questa esperienza di innovazione culturale e di partecipazione della cittadinanza, si è creato un ampio dibattito pubblico, ottenendo importanti riconoscimenti europei (da ultimo il Princess Margriet award 2014 della European cultural foundation), con la presente le chiediamo, come affermato in diverse occasioni pubbliche, di incontrarla per presentare i contenuti innovativi dello statuto della fondazione e per avere con lei un confronto sulle prospettive future di questo percorso”.


