UNPÒPORNO

Richard Kern sveste i famosi

Fino all’11 aprile in mostra a Malaga nel centro culturale La Termica una retrospettiva che raccoglie le fotografie di personaggi famosi ritratti nudi da Richard Kern. Si tratta di una collezione di una cinquantina di scatti , assemblati in trentadue anni di lavoro. Richard Kern inizia la sua carriera nel mondo del cinema sperimentale nei primi anni ’80. Trasferitosi dalla Carolina del Nord a New York, entra in quegli anni in contatto con la scena del punk, cominciando a collaborare con musicisti come Henry Rollins e Lydia Lunch, fino ad essere consacrato come il maestro della fotografia underground.

È proprio Lydia Lunch, amica del fotografo nonché protagonista delle sue pellicole, insieme a Mario Martin Pareja a curare l’esposizione andalusa intitolata a ragione Famosos y desnudos, famosi e nudi e sottotitolata: una visione trasgressiva della natura umana. Come argomentato scherzosamente in un articolo del Pais, ciò che si può vedere nella mostra sono nudi e famosi, famosi e nudi. Non v’è quindi una grande varietà di fotografie nell’esposizione, ma si tratta in realtà di una retrospettiva che raggruppa documentaristicamente tutti i famosi che hanno prestato il loro corpo e il loro volto a Kern, sottoponendolo all’obiettivo trasgressivo della sua macchina fotografica. Come commenta la curatrice: «Kern è un documentarista. I suoi primi film e fotografie catturano un momento di transizione nella storia di New York, un tempo e un luogo in cui l’arte, la passione erano portati all’estremo». Attori, modelle, artisti di ogni genere sono stati immortalati dal fotografo che nei suoi anni di carriera ha messo in discussione le regole applicate all’ambito della rappresentazione sessuale, offrendo nuovi spunti estetici per l’arte erotica. Tra i protagonisti delle sue fotografie si possono citare la modella brasiliana Ana Beatriz, stelle del rock come Marilyn Manson, Nick Cave, Kim Gordon, attori come Nick Nolte e Michael Pitt, attrici del porno come Sasha Gray e artiste del calibro di Marina Abramović, presenti tutti nell’esposizione. Dal cinema underground ne ha fatta di strada durante gli anni, arrivando a esporre in musei come il Whitney o il MoMa in più di trenta solo shows in tutto il mondo, pubblicando undici cataloghi, alcuni di questi editi Taschen e collaborando regolarmente con le riviste Playboy, GQ, Vice e Purple

Nella mostra malagueña oltre alle cinquanta fotografie, sarà possibile assistere a una selezione di filmati che testimoniano le sperimentazioni dell’artista al limite della trasgressione.

Fino all’11 aprile; Calle Pacífico, Málaga; info: www.latermicamalaga.com

 

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