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La strana storia del teatro Palladium

Il teatro Palladium finisce al centro di una vicenda dalle tinte fosche. Oggi si sono incontrati i rappresentanti di regione Lazio, comune di Roma, Municipio VIII e università Roma Tre per comunicare che da qui al futuro saranno loro a provvedere alla messa a punto dell’offerta culturale del teatro. Il tutto, spiegano, per scongiurare il rischio di interruzione delle attività. Per fare questo saranno avviati, annunciano, anche dei progetti formativi che prevedono la partecipazione dell’ateneo Roma Tre. È quanto hanno stabilito oggi, in un incontro a Roma, Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della regione Lazio, Flavia Barca, assessore ai Beni culturali del comune di Roma, Mario Panizza, rettore dell’università Roma Tre e i rappresentanti del Municipio VIII della capitale. Ma in tutto ciò la fondazione Romaeuropa, che per dieci anni ha gestito la direzione artistica del teatro, con ottimi risultati di pubblico e di critica, che fine ha fatto? All’incontro non è stata nemmeno coinvolta. Con garbo istituzionale e senza dare adito a reazioni gridate ha affidato, invece, il suo disappunto a una nota, diffusa pochi minuti fa: «Fondazione Romaeuropa è felice del positivo e importante intervento delle istituzioni pubbliche e augura alla struttura di cui ha curato gli ultimi dieci anni di attività un orgoglioso futuro come centro di formazione alle professionalità del mondo del teatro (secondo quanto finora riferito)». E conferma che, nonostante il successo degli spettacoli di Peter Stein ed Emma Dante, la sua stagione è sospesa per il 2014. Ma, poi, aggiunge: «Saremo  sempre disponibili a collaborare con le istituzioni, che sono soci della fondazione, e con l’università Roma Tre». Si chiude così, almeno per il momento, il capitolo di una storia che ha per protagonista uno dei più dinamici e interessanti centri di cultura contemporanea della città.

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