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Domus Aurea, il restauro entra nel vivo

Dopo la fase di sperimentazione sembra entrare nel vivo il restauro della Domus Aurea, chiusa al pubblico nel 2006 dopo i crolli. Il cantiere della sovrintendenza, che ha interessato inizialmente piccole aree, verrà adesso esteso a tutte le zone coinvolte nel proggetto di risanamento della Casa di Nerone. Secondo la direttrice scientifica della domus, Fedora Filippi, «dopo la sperimentazione già realizzata a scala ridotta, ora, al di sopra del quartiere occidentale, sta per essere impiantato su una vasta area il “cantiere pilota”, che porterà alla realizzazione di tutte le opere previste nel progetto di risanamento della Domus Aurea». Il restauro è realizzato grazie a un pacchetto tecnologico composto da una copertura protettiva speciale a isolamento termico che ha permesso di ridurre lo spessore di terreno sulle volte della dimora di Nerone, gravemente danneggiate in corrispondenza del lucernario moderno. Circa 730 metri quadrati di cantiere, 66 tecnici professionisti impegnati per un costo di oltre 10 milioni di euro. Le nuove tecniche sperimentate dalla sovrintendenza consentiranno, inoltre, di ridisegnare il parco di Colle Oppio che «continuerà a essere un giardino, un luogo di passeggio e di svago come gli scavi archeologi testimoniano in parte fosse anche la terrazza traianea, abbracciando il più possibile il principio della sostenibilità in modo da coniugare i benefici ambientali con quelli legati alla tutela del monumento», spiega l’archeologa. I giardini di Colle Oppio continueranno quindi a fare da tetto alla Domus Aurea senza però più mettere in pericolo – questo l’auspicio – la tenuta della struttura e dei preziosi affreschi.

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