Svolta a palazzo Citterio, verso la Grande Brera

Milano

Tutto ruota intorno a palazzo Citterio. Da tempo ormai immemorabile la costruzione vuole essere essere parallela alla pinacoteca di Brera, troppo piccola per ospitare la collezione che arriva a contare 2.000 pezzi quando solo 630 trovano spazio nella galleria. Fra cantieri aperti e precocemente chiusi, fra mostre aperte che non hanno avuto il pregio di farne aprire delle altre e intoppi burocratici, palazzo Citterio rimane ancora un sogno della Grande Brera. Viene inaugurato oggi alla Triennale di Milano una mostra che raccoglie tutti i progetti che hanno risposto al bando per la riqualificazione dello spazio che metteva in palio 17 milioni di euro. Nonostante la grande somma e nonostante il pregio che avrebbe ricevuto il vincitore del concorso, i progetti presentati sono stati solo 13. «Gli stranieri non si fidano della nostra legislazione e della nostra burocrazia» dice senza problemi la sovraintendente Caterina Bon Valsassina. La giuria che ha giudicato i lavori doveva attenersi a due criteri di scelta: estetica e economia. Il progetto vincente è stato il lavoro di Research Consorzio stabile scarl con l’architetto Amerigo Restucci che ha proposto un costo di lavori di gran lunga inferiore alla media e al quale è andato l’appalto. I dubbi ora sono diversi, se, prima di tutto, con un costo così contenuto si riesca comunque a mantenere alta la qualità del lavoro e se e in quanti faranno ricorso per la perdita del concorso. La mostra Verso la grande Brera si sposterà dal 6 al 30 marzo a Roma, l Maxxi.