Interessante è l’inchiesta pubblicata oggi dal quotidiano Repubblica riguardante la realizzazione di nuovi programmi culturali all’interno dei palinsesti televisivi. Colpa della crisi o no in tv non si producono più varietà costosi ma molti programmi culturali. Partendo proprio dai canali digitali che, nonostante gli ascolti bassi, sono in piena sperimentazione. Uno fra tutti è Rai5 «il primo canale in chiaro dedicato alle perfoming arts», come sostiene il direttore Pasquale D’Alessandro. A puntare gli occhi sul mondo dell’arte anche Skyarte con «oltre settanta ore di produzione e il maggior numero di download dell’area documentaria», ricorda il direttore Roberto Pisoni. A ironizzare la questione ci pensa un dirigente di canale 5 affermando che «la cultura in tv è un campo minato. Se non la fai la critica ti uccide e se fai pochi ascolti salti in aria» e giustificando perché le reti Mediaset sono a digiuno di cultura. La rete ammiraglia invece, con Raieducational, rappresenta il marchio di fabbrica per questo tipo di programmi da Tv talk a Il tempo e la storia, sebbene, ultimamente, si utilizzino persino i reality per far passare la cultura sul piccolo schermo. Un esempio è Masterpiece, il talent per aspiranti scrittori di Raitre che ha fatto storcere il naso alla critica e al pubblico italiano. Da tener d’occhio è la neonata La effe tv (Feltrinelli) che trasmette quotidianamente R-News, il notiziario curato da Repubblica tv, mentre tra le novità più interessanti del 2014 c’è il ritorno di Gad Lerner con un programma d’approfondimento e la Guida perversa all’ideologia di e con Slavoj Zizek, doppiato da Tatti Sanguineti. Chi la pensa in maniera del tutto differente è piuttosto il noto critico d’arte Philippe Daverio che dopo la chiusura del suo Passepartout, è pronto ad affidare il panorama dell’informazione culturale e quindi del nostro futuro al mondo del web.


