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Addio Charta, casa editrice dedicata all’arte

La casa editrice milanese indipendente dedicata all’arte, Charta, chiude i battenti. Lo annuncia l’editore Giuseppe Liverani con un comunicato stampa diffuso in lingue differenti. «Alla fine di dicembre, dopo ventuno anni e mezzo Charta verrà messa in liquidazione. Potevamo trovare un modo più delicato per dirlo, più diplomatico, metaforico, girarci un intorno ma è la verità nuda e cruda», afferma Liverani. Gli ultimi titoli sono previsti per l’inizio del 2014. Intanto l’editore vende i suoi libri a prezzi scontati e prepara donazioni a istituti di cultura.

Charta nasce il 14 luglio 1992. Casa editrice indipendente, si occupa di arte a 360 gradi: dalla pittura alla scultura, dalla fotografia all’architettura passando per il design e la moda. Svariati linguaggi artistici che hanno permesso la pubblicazione in questi ventuno anni di circa 900 cataloghi, la maggior parte dei quali in bilingue inglese-italiano e arrivati in tutto il mondo grande a una capillare distribuzione. Il 1997 rappresenta l’anno della svolta. Grazie a Dap (Distributed Art Publishers) negli Usa appaiono i primi libri di Charta. Viene tradotto il fondamentale Joseph Beuys: il cappello di feltro mentre a giugno è a Venezia, tra gli sponsor di quattro mostre istituzionali parallele alla Biennale, tra queste Anselm Kiefer e Dennis Oppenheim. Dall’incontro con Marina Abramovic´, vincitrice del Leone d’Oro, si intuisce subito che può nascere qualcosa di importante. Nel fratempo Charta si trasferisce nella sua sede storica al numero 27 di via della Moscova e va sul web, senz’altro tra i primi del settore a tentare l’avventura in Italia. In questi anni numerose sono le pubblicazioni e le donazioni che la casa editrice effettua in giro per il mondo. Le tracce di Charta sono dissemninate ovunque. Grazie a loro artisti, autori e giovani critici hanno potuto avere visibilità internazionale. Tra meno di un mese chiuderà per sempre le sue porte mentre noi possiamo solo dire grazie.

 

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