UNPÒPORNO

Il piacere sublime della letteratura

Un tavolo vuoto, una parete libera, una scena in bianco e nero. Una ragazza si siede, si presenta e introduce il libro che si accinge a leggere ad alta voce, compostamente. All’inizio ascoltiamo assorti le sue parole, ci concentriamo su quello che dice, su come le pronuncia. Poco a poco qualcosa accade sotto al tavolo e la voce della ragazza viene rotte da mugugni, che si trasformano in gridolini e poi si traducono in movimento, in scosse incontrollate, alternate da ansimi prolungati. Le mani s’irrigidiscono, sul volto compaiono strane smorfie e poco a poco la ragazza si ricompone, accennando un sorriso di soddisfazione, una risata sincera, senza nascondere un po’ di imbarazzo.

Si tratta di Hysterical Literature, il nuovo progetto di Clayton Cubitt che negli ultimi tempi sta impazzando sul web, ovvero come leggere un libro con un vibratore nascosto sotto al tavolo, in mezzo alle gambe. Fotografo e filmmaker di Brooklyn, Cubitt da sempre si occupa di mescolare abilmente la fotografia, la moda, l’arte e il porno. Questo progetto, che comprende diverse “sessioni” di letteratura, lanciato in agosto 2012, ha avuto una diffusione così virale da raggiungere oltre i 20 milioni di visualizzazioni in 200 paesi. La forza di questa serie di video, consiste nella sua semplicità. Pochi elementi, una scena scarna, priva di inutili fronzoli, che ci permette di concentrare totalmente l’attenzione su quello che accade. È tutto un climax crescente e decrescente. Una situazione intima, ma allo stesso tempo umoristica e proprio per questo sincera e credibile. Non si può neanche parlare di voyerismo. La situazione è privata e di grande forza emotiva, ma non c’è traccia di volgarità. Senza bisogno di mostrare, risulta più erotica di qualunque seno o sedere mostrato in copertina. È semplicemente la natura biologica che compie il suo corso. Noi partecipiamo involontariamente al manifestarsi di queste reazioni fisiche, costretti ad analizzare, proprio come facevano i medici del passato, cosa accade nella fase che precede e segue il raggiungimento dell’orgasmo. La risposta di chi osserva è sicuramente d’imbarazzo, ma anche di grande sensualità: per un attimo sembra di trovarsi nella celebre scena di Harry ti presento Sally in cui Meg Ryan prende a simulare a regola d’arte un orgasmo nel bel mezzo di una consumazione in caffetteria.

Hanno partecipato al progetto di Cubitt una pornostar, una ballerina del burlesque, una rapper, una ragazza comune e tutte fanno la stessa fine: cercano professionalmente di mantenere la concentrazione ma alla fine cedono al piacere inflitto dal quel ronzio e ognuna in modo diverso, secondo differenti tempi e ritmi. Il libro è solo un accessorio, ma è il simbolo del godimento. Ognuna di loro s’è portata dietro il suo libro preferito, di cui probabilmente conosce la storia a memoria, ma ciò non le impedisce di metterlo da parte per dare sfogo alla propria isteria personale, da cui il titolo del progetto, che vuole richiamare un concetto di antica derivazione, noto sin dai tempi della Grecia classica.

Nel VII secolo a.c mentre Archiloco di Paro raccontava poeticamente il raggiungimento del suo orgasmo: “Su un tappeto di fiori la distesi, i seni dolcemente le toccai, e accarezzando tutto il suo bel corpo la bianca potenza emisi”, alla donna, che sotto le lenzuola raggiungeva da sola l’acme del piacere, le veniva diagnosticata una malattia, l’isteria. Nel corso dei secoli, i tempi mutavano e i medici le provavano tutte per liberare le donne da questi strani attacchi di epilessia. Freud addirittura affermò di aver riscontrato miglioramenti nelle pazienti attraverso l’ipnosi. Evidentemente era fuori strada. I ginecologi iniziarono a capire che attraverso una professionale stimolazione manuale, le malate si sentivano subito meglio. Tuttavia, data la scomodità della tecnica manuale, a fine ottocento, in piena epoca vittoriana, il dottor Joseph Mortimer Granville inventò il primo prototipo di vibratore moderno, grazie al quale finalmente le donne riuscivano a provare sollievo. Per quanto oggi la donna si sia emancipata e sia arrivata a una libertà tale che le permette di conoscere a fondo il proprio corpo senza doversi reprimere, l’orgasmo femminile è ancora considerato un mistero per molti. A riprova di ciò la diffusione e il successo di pellicole dedicate al tema, come Hysteria, film prodotto nel 2011 e incentrato proprio sulla storiadel dott. Granville e la recente serie Masters of sex, ambientata tra gli anni ‘50 e ‘60 del secolo scorso, in cui il sesso era ancora un tabù e l’orgasmo un curioso fenomeno da indagare analiticamente. Il video di Cubitt riesce a toccare il tema con grande sensibilità, lasciando totalmente protagoniste le partecipanti, libere di attuare il più spontaneamente possibile nella manifestazione del proprio piacere. Quella malattia ha evidentemente contagiato tutte le donne, Freud impazzirebbe. Per fortuna, oggi sappiamo di cosa si tratta e soprattutto sappiamo come curarla.

Per maggiori informazioni sul progetto e per visualizzare i video: www.hystericalliterature.com

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