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Una notte al museo per inaugurare l’opera di Montinaro alla Gnam

In occasione dell’apertura straordinaria di Una notte al museo, domani alle 18 alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, a Roma, inaugura Ritratto continuo mod. 3.375.020.000, un progetto di videoinstallazione pensato e realizzato dall’artista romana Francesca Montinaro, con la curatela di Maria Vittoria Marini Clarelli, art promoter, Ines Musumeci Greco e accompagnato da un testo critico di Miriam Mirolla. Ritratto continuo mod. 3.375.020.000, riferito al numero approssimativo di donne nel mondo, è un ritratto di gruppo al femminile in cui le singole donne, prese nel loro insieme e valorizzate nella loro singolarità, sono espressione di un nuovo concetto d’identità sociale, incentrato sull’originalità individuale, sulla forza vitale e sulla convinzione, tipicamente femminile, di poter influire positivamente sul futuro del mondo. L’artista chiede a ogni donna partecipante di riflettere sulla propria identità e sul proprio ruolo, e sintetizzarlo compiendo un gesto simbolico: sporcarsi le mani per scagliare un messaggio al di là del video. Perché sporcarsi le mani? È un invito ad agire, esprimersi, mettersi in gioco, raccontarsi, prendere una decisione. Un messaggio scritto sulle proprie mani e lanciato a generazioni future. Chi sono le donne coinvolte in questa prima fase del progetto? L’artista ha individuato quattro modelli femminili: le spose, le suore, le saleswomen door-to-door, le scultrici della parola. Tutte donne icona, donne in divisa.

Le spose con i loro abiti rappresentano ancora oggi per molta popolazione femminile la tappa obbligata per l’emancipazione dalla famiglia d’origine. Le suore, anche loro in abiti/divisa, sono le prime donne a seguire una vocazione personale, le prime donne ad aver studiato e lavorato, donne non recluse bensì aperte al mondo. Le saleswomen, la cui divisa è rappresentata dall’ufficio/borsa, sono quelle donne che, negli anni 60/80, hanno attuato una rivoluzione sociale, economica e intellettuale, attraverso l’invenzione americana del door to door. Le scultrici della parola, infine, sono tutte quelle donne che usando professionalmente la parola come veicolo del proprio pensiero, diventano il salvacondotto per i pensieri di tutte le altre. Tra le donne invitate a partecipare al progetto Dacia Maraini, Francesca Reggiani, Serena Dandini, Francesca Franci, Camilla Baresani, Roberta Torre, Myrta Merlino, Simona Izzo e molte altre ancora. Come spiega Miriam Mirolla «Donne che, con modalità diverse, hanno trovato una via alla propria identità e ora, seguendo le semplici quanto calorose indicazioni dell’artista, mettono in scena con orgoglio e consapevolezza le parti simbolicamente più forti di sé: il volto, il corpo, il pensiero». Ritratto continuo mod. 3.375.020.000 è un video ritratto collettivo che include tutte le donne del mondo. Tutti i video-ritratti, di 90 secondi ognuno, sono montati in sequenza e privi di audio. La durata complessiva dipende dal numero dei video-ritratti realizzati e in questa prima esposizione sono circa 300, divisi per modello e fruibili da 4 monitor da 75 pollici. Si tratta di un’opera costruita in parecchi mesi, fruibile dal pubblico in un tempo esteso, ciclico e occasionale. Il risultato finale è un linguaggio narrativo diretto e di forte impatto visivi i cui contenuti sono incerti: si sostanziano ritratto dopo ritratto.

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