Inmagine, 5 exempla in Ep

Ossessione: controllo, bellezza, ordine, perfezione, di contro e difensivamente paura del non controllo, di essere difettosi. È anche idea ricorsiva, fissa, ruminazione mentale, idea inevitabile che si instilla nella mente dando tormento. Dal pensiero al modello, passando per la percezione e giungere così, infine, all’immagine. Quella giusta. L’ossessione è parte di un metodo, puntuale e attento, che l’artista segue con cura e che conduce senza appelli all’unica scelta possibile. Il metodo è la ricerca dell’immagine esclusiva, fra le tante osservate con scrupolo fisso. Lo strumento del procedimento disciplinato è la vista, un occhio allenato e critico, pur sempre vergine nell’osservazione pura della rappresentazione e nella valutazione della scelta ultima. Ep (Extended play) racconta per exempla cinque differenti progetti, tangenti fra loro nelle considerazioni, negli approfondimenti e negli intenti proposti.

La ricerca sull’immagine è fondamento della poetica di Lamberto Teotino, è parte di un amore intenso, capace di donare nuovo splendore all’immagine fotografica ritrovata ma in grado, di converso, di piegarla ai propri scopi, istinti e intuiti. Archivi fotografici analogici resi in digitale rappresentano l’iconosfera dalla quale attingere e da rispedire al mittente previo il rimescolamento dei codici di lettura, il mutamento del segno e il depotenziamento del contenuto storico. Un amore criminale si instaura quindi tra l’artista e l’immagine eletta, si tratta di un temperamento capace di manomettere inesorabilmente il senso della rappresentazione, fino alla negazione stessa del concetto di immagine, al rifiuto della bidimensionalità del foglio e al diniego della fissità dello scatto fotografico. Lamberto Teotino sfrutta la tecnica retorica applicata al montaggio fotografico, per dare efficacia e potere al nuovo discorso attivato dall’immagine così manipolata. La combinazione delle immagini è concepita mediante un processo metonimico, attraverso cui le manomissioni della figurazione si basano su fattori di contiguità, sempre giustificate dalla necessità di rendere evidente, percettibile e corposo un messaggio che ha attinenza con la sfera dello psicologico.

Con questa attitudine, una pallina da tennis si sostituisce all’identità dell’individuo, tant’è caratterizzante l’oggetto, senza smarrire nulla della definizione del concetto di atleta. “L’immagine di quel che siamo travalica ciò che siamo” è una suggestione che Lamberto Teotino ritrova proprio nella condizione del grande sportivo, si tratta di uno sdoppiamento della personalità che avviene tra l’agone pubblico e la sfera privata e che l’artista espone scompaginando materialmente l’immagine, trascinando fuori dalla scena l’oggetto-feticcio che rende l’individuo non identificabile nella sua unicità caratteriale. Il fotomontaggio nelle opere è rappresentativo di un attacco all’immagine iconica e possiede in nuce l’indole dissacratoria tipica dell’infrazione dei codici di lettura, generatore per questo del forte potere manipolatore dell’interpretazione di ciò che si osserva. I due archi perfettamente speculari tirati al massimo da un uomo e una donna raccontano un forte senso di pericolo e di tensione, si tratta anche qui di una mistificazione visiva sospesa tra reale e iperreale, attenta parallelamente all’interpretazione psicologica del distacco coniugale narrato e alla perfezione formale della rappresentazione ricostruita.

Immagine e materia sono facce di una stessa medaglia, in cui è il concetto di spazio a fare da legante, attraverso l’azione digitale di sfondamento della fotografia, che supera le due dimensioni assestandosi nella terza. L’autore affida all’immagine nuovi attributi corporali e spaziali, travalicandone le canoniche prospettive visive e investigando l’altrove dello sguardo. È ciò che accade nel concepire una visione alternativa di un paesaggio costiero, oltre il superamento fisico di un animale ruminante; un al di là spaziale, temporale e percettivo della realtà fotografata. Invasioni, ingerenze e violazioni costituiscono elementi di sfida al vero dato e immortalato, che si pone così sospeso tra le certezze scientifiche e le credenze paranormali; così avviene nel recupero del sistema di assi Cartesiano, asservito da Lamberto Teotino per creare un difetto visivo nei volti delle ballerine; uno slittamento monodimensionale e sensitivo, catalizzatore di energia in-tensione e in-attesa.

Ciascun intervento digitale è per l’artista un fare pittorico, un fare materico interattivo con l’immagine, che flette ogni significato fotografato originario in significanti personali, necessariamente legati all’io e all’esserci nel mondo. Accade questo nell’interpretazione del concetto di libero arbitrio, di responsabilità e di coscienza individuale. Ancora una volta Lamberto Teotino cela allo sguardo il volto di un ritratto, sostituendo ai tratti somatici una sorta di frattale organico, riconsiderando in questo modo l’ideale di consapevolezza e di responsabilità delle azioni compiute dall’individuo, un monito per l’umanità tutta, un ultimo Dio che diviene, per metamorfosi, l’ultima spiaggia per l’uomo, una salvezza che, ad uno sguardo accorto, non può passare se non attraverso la bellezza. Amore ossessivo.

Lamberto Teotino, Ep, a cura di Chiara Pirozzi, dal 23 novembre al 15 febbraio, vernissage 22 novembre ore 18.30, Dino Morra Arte Contemporanea, Vico Belledonne a Chiaia 6, Napoli. Info: www.dinomorraartecontemporanea.eu

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