Alla Triennale le scoperte artistiche di Minini

Milano

Ai 40 anni di attività nel campo dell’arte contemporanea della galleria bresciana di Massimo Minini, la Triennale ha dedicato una mostra aperta dal 19 novembre al 2 febbraio, con le scoperte i giovani talenti da lui compiute. La galleria ha iniziato l’attività nel 1973 e subito Minini si è interessata dei principali movimenti di avanguardia di quegli anni, contribuendo al successo di Sol LeWitt, protagonista del Minimalismo americano; Richard Long, altro americano, massimo esponente della Land Art; lo scultore inglese di origine indiana Anish Kapoor. Diversi anche gli italiani, come Garutti, Spalletti, Fabro, Boetti, Paolini, di cui si è interessato. Ha tenuto inoltre presente le sperimentazioni figurative di Salvo, Ontani e Ryan Mendoza. Anche negli anni Novanta furono lanciati da Minini giovani italiani allora sconosciuti, ma che divennero protagonisti nel nuovo secolo. Primi tra tutti Maurizio Cattelan e Vanessa Beencroft, divenuti artisti di primo piano in campo internazionale, ed inoltre Eva Marisaldi e Stefano Arienti. Si sono poi affermati con lui anche Tino Segai, Monica Bonvicini, Haris Epaminonda. L’interesse di Minini si è allargato anche alla fotografia, promuovendo Mulas, Ghirri, Cresci e Basilico. Di tutti sono esposte alla Triennale opere storiche, oltre a documenti ed una galleria di ritratti fotografici.