Interventi - L'angolo critico

Avanguardie calabre

Se la storia è un sogno dello storico, come dice Georges Duby, perché non utilizzare la narrazione per raccontarla? Si può narrare rimanendo fedele ai fatti storici e nel contempo farsi leggere dai ragazzi? Questa è stata la mia grande preoccupazione nella stesura del saggio Dalle neoavanguardie all’arte elettronica, i fenomeni che hanno caratterizzato la Calabria negli anni ’60 a oggi, pubblicato dall’editore Michele Falco.  Un testo di studio semplice, realizzato grazie alle mie interviste a una squadra di 66 artisti. Il volume è illustrato in bianco e nero, con copertina arricchita da un’iconografia molto significativa per la mia ricerca, si tratta della spirale antioraria che simbolicamente si riferisce all’introspezionismo e all’analisi dell’io. Il saggio è stato pensato soprattutto per far avvicinare alla lettura i giovani e quanti desiderino conoscere oltre ai movimenti artistici nazionali e internazionali anche quelli calabresi che hanno contribuito alla crescita sociale, culturale e artistica di un territorio che seppur lontano dai grandi centri metropolitani ha dato vita a movimenti come il Gruppo d’arte Cosenza, Marginalia, I postmeridionali. I personaggi che vivono nelle pagine del libro come Angelo Savelli, Mimmo Rotella, Antonio D’Agostino, Mario Carbone, Francesco Guerrieri e Lia Drei sono già noti nel panorama internazionale dell’arte, per la nascita del Gruppo 63 e lo Sperimentale P, come pure Orazio Garofalo e Giuseppe Colonese, fra i più apprezzati videoartisti.

Colpisce nella narrazione delle vicende artistiche la ricerca nella pittura figurativa di Giuseppe Filosa, le installazioni di Salvatore Anelli, e quelle con l’uso di specchi spezzati di Rocco Pangaro, molto diverse da quelle di Michelangelo Pistoletto, o di quelle di Tarcisio Pingitore, non manca la fotografia dal sapore antropologico di Antonio Cilurzo, e quelle documentariste e di moda di Francesco Mallamo, o quelle molto artistiche di Ombretta Gazzola. Intriga la ricerca della sostanza del vuoto nella scultura di Franco Paletta. Di Francesco Bitonti invece affascina il suo movimento sull’introspezionismo e le sue opere con soggetto le Amalie e i Cavalli. Fra gli acquerellisti in Calabria già affermati spicca il nome del maestro Luigi Greco e della giovane surreale e immaginifica Luigia Granata. Sono stati trattati anche alcuni artisti emigrati all’estero come Giuseppe Scigliano, Rinaldo Greco, Salvino Volpe, tutti hanno saputo segnare dei percorsi interessanti nella storia sociale dell’arte contemporanea e rendere più bello il volto della Calabria anche se in un’atra nazione. Per questo saggio ho fatto un lavoro di sintesi per essere più agevole e di facile comprensione. Nella lettura del testo assume un ruolo fondamentale la cronologia, poiché i fatti vengono inseriti in un tessuto di vita quotidiana, dove arte, musica e generi storici si fondono per dare un’immagine globale di cinquant’anni di storia e creatività. Si parte dalle neoavanguardie per approdare alla videoarte e Fluxus con il calabrese D’Agostino fra i pionieri in Italia accanto ai grandi Nam June Paik, Wolf Vostel, Bill Viola, Robert Cahen, Bruce Nauman Ulay, Marina Abramovic, Carla Accardi, Vito Acconci.

Inoltre in questo questo lavoro è stata fatta un’operazione di cucitura di alcuni momenti storici dimenticati. Anche gli artisti spesso in tutti questi anni sono stati dimenticati dalla critica. Molti come l’artista figurativo Mario Verta, giovane medico da sempre impegnato in attività artistiche, spesso trovava dei muri altissimi per realizzare eventi ed essere apprezzato in Calabria. Affascinano le opere di un’artista già nota negli anni ’70 a Roma, Tonina Garofalo, molto apprezzata da Filiberto Menna per quel suo stile futuristico e astratto, che oggi non deve essere dimenticata ma tornare a vivere una nuova stagione. Ci sono i giovani emergenti che ho ampiamente trattato per lasciare spazio alla conoscenza della loro sperimentazione e della freschezza delle idee. Spiccano così fra i giovani le opere del Gruppo Tila e quelle di Annamaria Panarace che insieme agli abiti dello stilista Francesco Corrado creano delle installazioni molto suggestive. In questa ricerca ho inserito anche i lavori del fumettista Luca Scornaienchi per quel piacere che si prova nel mescolare la cultura alta con quella bassa, e rendere omaggio al fumetto con l’aura magica di opera d’arte. Il viaggio si fa veloce, fra le pagine scorrono i fatti e le vicende artistiche, arrivando a fare una breve classifica dei musei calabresi più attivi come il Marca, il Museo del presente, il Museo Silvio Vigliaturo, il Museo di arti e mestieri, la Galleria nazionale, il Museo Franco Azzinari, figurativo fra i più apprezzati nel panorama artistico, il Parco degli Enotri a Mendicino, il Museo all’aperto Carlo Bilotti. La prefazione di Stefano Ferrari ha reso l’opera più preziosa. Egli ha anche ribadito un concetto molto importante che spesso dimentichiamo: “l’arte è universale, il messaggio artistico non prevede confini di spazio e tempo”. Questo saggio dunque si apre alla nostra contemporaneità con tante aspettative e voglia di conoscere opere e artisti che ancora non vedono la luce, ma che saranno studiati per la mia prossima edizione, già in elaborazione.

Dalle neoavanguardie all’arte elettronica, Falco editore, 128 pagine, 15 euro. Il libro viene presentato il 7 novembre a Cosenza nel palazzo della Provincia, sala Specchi (h. 18), e il 7 marzo all’università di Bologna insieme alla conferenza dell’autrice su Narcisismo e arte, ex convento di Santa Cristina, dipartimento arti visive, per il ciclo degli incontri sul contemporaneo curati dal professor Ferrari e Mona Lisa Tina.

Commenti

  • maria

    un libro interessante