UNPÒPORNO

Sessualità non convenzionale

Alla galleria itinerante De Chirico & Udovich con-temporary art di Milano, fino al 22 dicembre, gli scatti di Francesco Cabras per la mostra intitolata Bdsm, tecniche di consolazione. Bisogna ammettere che per chi non pratica le tecniche di Bdsm è piuttosto difficile capire e apprezzarne il significato, nonostante oggi sia molto semplice documentarsi sul tema. L’acronimo sta per Bondage – domination – sado – masochism ed è una sigla che include un ampio ventaglio di pratiche erotiche attinenti al tema della dominazione e della sottomissione e, in particolare, il bondage si riferisce alla tecnica d’immobilizzazione di un corpo attraverso costrizioni fisiche sia in torsione che in sospensione.

Piacere e bondage potrebbero sembrare due concetti antitetici e, da profani, molti potranno domandarsi ingenuamente: dov’è il gusto nell’essere legati con una corda come cotechini appesi? Eppure non c’è da scherzare, questa pratica del famolo strano è tutt’altro che improvvisata e affonda le proprie radici nella storia, in particolare quella del Giappone, in cui questo insieme di tecniche è racchiuso nel termine di Shibari. In antichità non aveva nulla a che fare con il piacere sessuale, era difatti il metodo utilizzato dai giapponesi per legare e bloccare i prigionieri, attraverso il quale tuttavia si manifestava un particolare senso estetico nella realizzazione dei nodi. Solo in un secondo momento, nel cosiddetto periodo Edo (a partire dal 1600) lo Shibari è entrato a far parte della sfera sessuale, sfruttando l’energia erotica grazie al rituale che si crea intorno al momento del legare, che molto spesso diventa esso stesso momento di piacere, diventando anche legame tra sfera terrena e ultraterrena. È un’arte quindi che richiede molta pazienza in primis, ma anche una lunga esperienza, che permetta ai partner di abbandonarsi alla totale fiducia reciproca, stipulando un vero e proprio atto di mutuo accordo.

Francesco Cabras, attraverso le sue delicate fotografie in bianco e nero scattate durante feste private a tema, tende a sottolineare proprio questo aspetto: l’assoluta negazione dell’egoismo sessuale e la condivisione di un momento di comune piacere, visivo e fisico. Il bondage, infatti, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non rappresenta un gesto di violenza nei confronti del corpo del proprio partner sessuale, ma piuttosto un atto di fiducia estrema, attraverso il quale si può raggiungere l’apice del piacere reciproco. Per realizzarlo non è possibile intraprendere le strade del fai da te, ma è necessario seguire un vero e proprio codice comportamentale, che si manifesta nello slogan inglese Ssc (safe, sane, consensual), in modo da tener ben chiaro il distinguo tra atto consensuale e abuso sessuale. Il titolo della mostra, Tecniche di consolazione, sta a evidenziare proprio l’aspetto del prendersi cura del partner: dominatore e sottomesso conoscono il proprio ruolo e lo mettono in pratica arrivando ad una conoscenza quasi ultraterrena di se stessi. Tuttavia il bondage si sta ultimamente allontanando dalle pratiche orientali d’ascensione spirituale, per diventare sempre più accessorio di tendenza per vip come Lady Gaga, oppure argomento scottante, attraverso cui attirare l’attenzione del pubblico. Ne sono un esempio il recente romanzo cult 50 sfumature di grigio e l’ultimo film diretto da Roman Polanski, Venere in Pelliccia, ispirato al romanzo di Leopold von Sacher-Masoch, da cui deriva il termine masochismo. Tuttavia continua a essere anche soggetto artistico prediletto da molti fotografi, come spiega bene la mostra di Cabras, cercando di risultare convincente.

Come nell’antica arte dello Shibari, la carne strizzata e costretta da bustini asfissianti, da nodi e da giri di corde strettissimi, crea interessanti giochi di chiaro scuri che non nascondono il corpo, anzi, ne esaltano le fattezze e le consistenze. Il fotografo romano, con un atto dichiaratamente estetico, attraverso scatti che sembrano fermi immagine cinematografici, ama mettere in risalto le imperfezioni dei corpi, facendo appello a una sessualità non convenzionale che se, da un lato può scandalizzare, dall’altro può risultare – per chi apprezzi questo tipo stimoli erotici –  estremamente eccitante. Si sa, dove c’è gusto non c’è perdenza e l’artista cerca di fare appello alle nostre pulsioni più nascoste per dimostrare come ciò che spesso fa ribrezzo, può essere invece oggetto di attrazione incontrollata.

Bdsm. Tecniche di consolazione, De Chirico & Udovich con-temporary art, Via Tortona, 19, Milano; info: www.dechiricogalleriadarte.com

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