Al Tour Paris 13 è boom di street artist italiani

Parigi

Con 15 street artist impegnati, l’Italia è una delle nazioni più rappresentate nell’impresa di colorare il Tour Paris 13, un palazzo di 4500 mq e 36 appartamenti, a Parigi, nel 13.mo arrondissement, destinato alla demolizione. Uno sforzo creativo che verrà quindi raso letteralmente al suolo per far posto ad un palazzo di case popolari. Anche se continuerà a vivere virtualmente. Fino a giovedì è possibile ammirare dal vivo quello che, grazie al lavoro di cento artisti provenienti da tutto il mondo, è considerato il più grande museo temporaneo di street art mai realizzato. Poi l’edificio chiuderà per prepararsi alla inesorabile demolizione. Fino al 10 novembre il popolo degli internauti potrà votare le opere migliori che, quindi, dall’11 novembre, saranno conservate ed esposte nel sito web dell’evento (www.itinerrance.fr) promosso dalla Galerie Itinerrance. I 15 street artist italiani hanno rivestito con le loro opere eclettiche e fantasmagoriche pavimenti, pareti, soffitti e muri esterni del terzo dei 9 piani dell’edificio – ribattezzato appunto Il Piano – sotto il coordinamento di Le Grand Jeu (legrandj.eu), agenzia parigina di progetti di street art, fondata dall’italiano Christian Omodeo. Armati di pennelli e bombolette spray si sono messi al lavoro nomi rappresentativi della scena italiana quali: 108, Agostino Iacuci, Awer, Dado, Etnik, Hogre (noto per i nasi rosi disegnati nel 2006 sui manifesti elettorali di Berlusconi), Hopnn, JBRock, Joys, Moneyless, MP5 (unica donna), Orticanoodles, Peeta, Senso e Tellas. Insieme con loro hanno lavorato nell’edificio artisti provenienti, per volere espresso degli organizzatori, da paesi emergenti nel campo della street art, come Portogallo, America Latina e Medio Oriente.

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