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È morto Anthony Caro, l’allievo di Henry Moore

«Uno dei più grandi scultori degli ultimi 50 anni». Così lo ha salutato ieri Nicholas Serota, il direttore della Tate a Londra, che tante volte ha ospitato le opere di Anthony Caro, lo scultore che fu allievo di Henry Moore, scomparso ieri all’età di 89 anni a causa di una attacco cardiaco. L’artista britannico è considerato uno dei maggiori rappresentanti della scultura contemporanea, ma anche uno degli artisti più influenti della sua generazione, fino a diventare negli ultimi anni protagonista di mostre e allestimenti in tutto il mondo che hanno contribuito a consolidare la sua fama. Di innovatore soprattutto, caratteristica che gli fu immediatamente riconosciuta con la mostra alla Whitechapel Gallery di Londra nel 1963 che colpì per quelle sue grandi, astratte e coloratissime opere che fu il primo a far scendere dai piedistalli, letteralmente. Oggi, poi, migliaia di persone ogni giorno percorrono una creazione di Caro, anche a loro insaputa: lo scultore appena scomparso è stato infatti nella squadra di designer che ha dato vita al Millennium bridge di Londra, il ponte per pedoni interamente in metallo che attraversa il Tamigi collegando la cattedrale di St. Paul alla Tate Britain, e che fu inaugurato nel 2000, considerato uno degli interventi più innovativi della nuova Londra. Non a caso quindi nel 2005 fu proprio la londinese Tate Britain a organizzare una grande mostra evento delle opere di Caro, che resta nella memoria di molto come un vero e proprio tributo all’a4rtista britannico. Sono poi costantemente molte le gallerie a Londra, tra le più blasonate, a voler esporre le opere di Caro. Al momento i suoi lavori sono in mostra anche al museo Correr di Venezia.

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