In ufficio design e architettura si riflettono sul nostro rendimento

Londra

Anche Le Corbusier diceva che l’architettura si riflette sui nostri sensi, stimolandoli. Direttamente dal mondo scientifico arriva uno sudio dello psicologo e scrittore britannico Christian Jarrett, che analizza come il design e forme architettoniche che abitiamo agiscono sulla nostra psicologia. Se appilchiamo questa formula all’ambiente di lavoro, lo spazio in cui passiamo gran parte della giornata può aiutare a stimolare la nostra creatività in ambito lavorativo. Attraverso la neurobiologia un gruppo di studiosi è riuscito a spiegare questa teoria monitorando l’attività delle diverse aree del cervello con la risonanza magnetica. Il risultato? Le forme degli ambienti ce lo dicono: le e sale circolari metteno a proprio agio, mentre quelle quadrate no, ma soprattutto, dov’è possibile, è necessario personalizzare il luogo di lavoro, per ricreare uno spazio familiare e mettere a proprio agio i dipendenti. Come scrive D di Repubblica,i risultati pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), indicano una netta preferenza delle persone per le curve, percepite più piacevoli rispetto alle linee e in grado di attivare certe aree del cervello e a ricevere stimoli.