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Spazio alla musica. La nuova sede di S.Cecilia in ex locali Difesa

Apre a Roma in via di Sant’Andrea delle Fratte 1 la nuova sede del Conservatorio di Santa Cecilia: la prestigiosa istituzione musicale svolgerà il suo lavoro negli ampi ambienti ceduti dal ministero della Difesa. A tagliare il nastro, questo pomeriggio, il ministro della Difesa Mario Mauro con la direttrice del Conservatorio Edda Silvestri, insieme con Gianni Letta, che molto si è adoperato perchè ciò fosse possibile. La storia recente dell’edificio, che ospita il convento dei Padri minimi di San Francesco di Paola, va fatta partire dal 1870, quando con la presa di Roma l’edificio fu confiscato dall’esercito. Nel 1871 passò alla Marina, poi allo Stato maggiore della difesa. Tre anni fa fu avviata la pratica per la dismissione della struttura a favore di Santa Cecilia. Ottenuto il via libera, a marzo sono partiti i lavori di adeguamento. Oggi la nuova sede conta 36 aule, un laboratorio di liuteria e una sala per la musica da camera. Per non arrecare disturbo ai frati, è stato spiegato, vi si terranno le lezioni delle materie teoriche (finora a via dei Greci 18) ma anche di strumenti dal volume discreto. Alla cerimonia hanno partecipato anche il presidente del Conservatorio Luigi Ferrari, alti ufficiali dell’Esercito e dell’Arma e, in rappresentanza del sindaco Ignazio Marino, la consigliera comunale Michela Di Biase. Il ministro dei Beni culturali Massimo Bray ha inviato un messaggio, lodando «il risultato straordinario, una vittoria della cultura in un momento in cui il governo da’ attenzione a questo tema». Per Letta, se l’inaugurazione di oggi è stata possibile, è stato per «la tenacia, la passione e la capacità con cui la direttrice ha saputo perseguire il suo obiettivo». «Questa – ha detto il ministro Mauro – è stata una collaborazione tra le istituzioni, e questo è importante perchè le istituzioni hanno reso possibile la realizzazione del sogno di tante persone che sanno che attraverso la musica si mette in rapporto il proprio io con l’infinito. È stata anche una collaborazione tra le persone – ha aggiunto – e va dato merito soprattutto al direttore del Conservatorio e a Gianni Letta di aver contribuito a realizzare quello che normalmente appare difficile al punto tale che spesso ci si stanca e non si riesce a raggiungere un obiettivo concreto». All’ex sottosegretario Letta, Mauro ha rivolto parole di particolare calore: «C’è un film che si chiama Sussurri e grida – ha detto – Grazie a Letta che ha sussurrato molto, gridato poco e ottenuto più di tutti gli altri». Il ministro ha infine sottolineato come l’operazione Santa Cecilia rientri in un quadro più ampio: «Il ministero della Difesa è da tempo avviato sulla strada della dismissione dei propri beni chiave, specialmente quelli che possono essere recuperati in servizi di pubblica utilità. Questa norma è nel Decreto del Fare che è stato appena varato e darà sempre di più la possibilità di ripetere il modello attuato con Santa Cecilia» ha concluso.

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