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Troppo poveri per visitare il museo d’Orsay

Sembra una favola uscita dalla penna di Charles Dickens, invece è verità. È stata cacciata, per una segnalazione venuta dal pubblico, una famiglia in visita al museo d’Orsay a Parigi. I tre, padre, madre e figlio sono stati accompagnati all’uscita dal personale della struttura. Il motivo della cacciata, per farla breve, è che emanavano un cattivo odore. La famiglia appartiene a quei tre milioni di persone che a Parigi vivono sotto la soglia della povertà e si era preparata per una visita al museo. I tre sono stati accompagnati da una guida che si era disposta a spiegare i quadri ai quei visitatori particolari. Invece niente. Proprio quando non si fa altro che dire che la cultura deve essere aperta a tutti, questo è quello che succede. « È indecente – dice Pierre Yves Madignier, il presidente dell’associazione alla quale apparteneva la guida – quella famiglia si trovava nella condizioni più degne che le sono concesse: quando si vive in condizioni insalubri, i vestiti si impregnano di umido. I genitori e il bambino emanavano l’odore persistente, ma non insopportabile della povertà». Aurelie Filippetti, ministro della cultura francese, controbatte: «È un incidente spiacevole, ma non mi sembra che ci sia stata una mancanza da parte del personale, anzi forse hanno fatto il loro mestiere preservando la possibilità di quella famiglia di ritornare».

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