Fino al 5 novembre a Roma è possibile dare uno sguardo all’opera di uno degli artisti più innovativi che negli ultimi due decenni di attività ha regalato un segno inconfondibile nell’ambito dell’arte urbana. Per l’apertura della nuova stagione artistica Laszlo Biro presenta Dem, nella sua galleria-laboratorio del vivace quartiere Pigneto. Il lavoro di Laszlo Biro si riconosce nelle visioni, nelle prospettive, nelle suggestioni che ispirano inevitabilmente anche lo spettatore più acerbo posto davanti alle sue opere. Opere a tutto tondo che afferrano l’immaginario e lo riportano alla realtà inchiodandolo sulle superfici disegnate.
Figure a due dimensioni, prive di prospettiva che si impossessano degli spazi riconoscendo una propria personalità forte a tal punto da aprire allo spettatore una dimensione onirica ma potente, sospesa di interrogazione. Le figure che Laszlo riporta sui muri sono oracoli, figure enigmatiche e giocose, oggetti mitologici fatti di tratto e puro colore; grandi campiture che definiscono un’estetica, un’idea di bellezza visiva, che, giocando col mondo antico, sa essere specchio del buono e del vero, o quantomeno della loro ricerca. Diventa quasi una competizione mettersi di fronte ai suoi lavori, una continua corsa a inseguimento che impone allo spettatore di interagire con essi, di ricercare la loro essenza, il loro senso di esistere.
Questo meccanismo di interrogazione e interlocuzione, viene poi ripreso in un altro momento del lavoro di Dem, più intimo e per certi versi più sperimentale:è quello legato alle piccole superfici, in particolare al disegno. Qui il colore, anche se usato, lascia spazio all’accurato ritratto di metamorfosi umane e animali, cariche di particolari, dalle sembianze accoglienti o altre volte stranianti. L’immaginario di Laszlo vivrà nelle pareti della galleria per un mese per poi, come di consueto, essere cancellato definitivamente. Quasi una catarsi artistica.
fino al 5 novembre
Laszlo Biro, via Braccio da Montone 56, Roma
info: www.laszlobiro.it


