La città di Ancona omaggia uno dei suoi figli più illustri, Alberto Spadolini, con una retrospettiva (la prima dedicata alla vita intima e professionale dell’artista) nel prestigioso contenitore settecentesco della Mole Vanvitelliana. Attraverso dipinti, disegni, fotografie, scenografie, sculture e documenti, con la curatela di Costanza Costanzi e la direzione scientifica di Marco Travaglini, nipote di Spadolini, la mostra Spadò, l’artista eclettico che incantò l’Europa presenta al pubblico l’affascinante figura di Spadò, come lo chiamavano i francesi, nato ad Ancona nel 1907 ed emigrato in Francia alla fine degli anni Venti (muore a Parigi nel 1972). Uomo dal talento multiforme e dall’esistenza avventurosa, Spadò si forma come pittore, debuttando appena dodicenne nell’atelier di Gian Battista Conti, all’epoca già artista in Vaticano.
Scoperto casualmente l’innato talento di ballerino, Spadò si impone all’attenzione di grandi professionisti dell’epoca (da Max Jacob a Jean Cocteau, da Paul Colin a Paul Valery a Marlene Dietrich) che gli riconoscono una versatilità innata nella danza e nella pittura, nella coreografia e nella scenografia. Primo ballerino al Ballet de l’opera di Montecarlo, l’artista anconetano si esibisce nel resto d’Europa e negli Stati Uniti, forte di una curiosità che lo porta a cimentarsi anche in altri ruoli: attore, regista di cortometraggi, adattatore di dialoghi, giornalista, cantante, restauratore di dipinti, illustratore di libri. Spadò, l’artista eclettico che incantò l’Europa è aperta al pubblico fino al 2 settembre.
Info: www.anconacultura.it


