Spazi

L’isola della cultura

Negli spazi del museo della casa rossa di Anacapri, l’Associazione per l’arte e la cultura contemporanea Il rosaio, ha presentato la mostra Tracce dell’isola 1936-1956 arti visive, cronache e letteratura tra Capri e Anacapri a cura di Gianluca Riccio. L’esposizione racconta una Capri tra la fine degli anni Trenta e la metà dei Cinquanta, che continua a essere un’isola in cui l’arte è di casa e in cui i pittori, gli scrittori, i poeti che vi soggiornano, danno vita a opere e a stagioni creative indimenticabili. Seguendo un andamento che mescola al suo interno linguaggi differenti, dai quadri alle foto d’epoca, dai filmati d’archivio e dai brani di cinegiornali ai documentari radiofonici, la mostra ripercorre vent’anni di cultura, cronaca e costume sull’isola azzurra, conducendo il visitatore nello spirito di un’epoca e nel solco della sua trasformazione, nel contesto più generale di un paese che passa dalle rovine del conflitto mondiale alla rinascita della ricostruzione.

Come sulla superficie di uno schermo animato, il percorso espositivo segue le tracce di alcuni tra i principali protagonisti della letteratura e dell’arte italiana che, in tale arco di storia, eleggono Capri e Anacapri come luoghi ideali per la creatività. Si parte dalle immagini e dai documenti che raccontano la presenza di Alberto Moravia ed Elsa Morante ad Anacapri fin dal 1938. Foto d’epoca, manoscritti, lettere descrivono uno spaccato di storia artistica italiana attraverso dimensione pubblica e sfera privata. Le opere capresi di Enrico Prampolini, pittore futurista e frequentatore di Capri sin dagli anni Venti, e le immagini di Palma Bucarelli, futura direttrice della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, rimandano a quel nucleo ristretto degli “amici di Capri” che anima la vita culturale dell’isola negli anni precedenti lo scoppio della guerra.

I quadri che scandiscono l’incedere del percorso espositivo, a partire dall’inedito Capri – Solare del 1939 di Prampolini e dalle due opere del 1945 di Giuseppe Capogrossi – La grotta azzurra e il Ritratto di Asta Sondergaard Mazzarella – sino al nucleo di Antonio Corpora – Capri del 1945 e Vele nel porto del 1948 – e di Gastone Novelli – La casa rossa del 1949, Arco Naturale e Wasser Stein del 1951 – consolidano l’immagine dell’isola come luogo centrale nel panorama della cultura italiana del secondo dopoguerra. Le visioni inedite del paesaggio caprese che ne scaturiscono, dall’arco naturale ai Faraglioni, dalla Grotta azurra alla casa rossa di Anacapri, assieme ai tanti ritratti fotografici di artisti esposti quali Giorgio De Chirico, Renato Guttuso e Toti Scialoja, mostrano un volto inedito dell’isola, come di un vero e proprio laboratorio della cultura artistica italiana tra anni Quaranta e anni Cinquanta.

fino all’ 8 settembre

Museo della casa rossa, via Caprile 30, Anacapri

info: www.comunedianacapri.it/it/s/casa-rossa-2

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