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Perché Black ha speso milioni per l’Urlo di Munch

Che una delle copie dell’Urlo di Munch sia stata acquistata per l’astronomica cifra di 120 milioni di euro il 2 maggio non è una novità. Non suona strano neanche che ad aggiudicarsi il pezzo è stato un ricco collezionista. Più sorprendente, ma neanche tanto, è che l’uomo è nel consiglio di amministrazione del Moma e del Metropolitan museum di New York. La vera storia è che Leon Black, questo il suo nome, ha un triste passato alle spalle che tenta di esorcizzare con l’arte. Figlio di immigrati ebreo polacchi, il padre del collezionista, è diventato ben presto padrone di una multinazionale della frutta, United fruits, dove il pezzo più grosso, tanto per capirci, era la banana Chiquita. Insomma, a Black padre girano male degli affari e si butta nel 1975 dal 44esimo piano del suo grattacielo. Black figlio aveva 24 anni. Suicidio. E di suicidio, a ben guardare, parla anche l’Urlo di Munch ambientato sul ponte di Oslo noto per essere trampolino di lancio per chi aveva intenzione di non aspettare la fine. Ora la domanda: è cederà l’opera al Moma o al Metropolitan, o semplicemente rimarrà ad arricchire la sua collezione d’arte sviluppata nei tre piani di casa sua a New York? E pensare che è solo il 103esimo uomo più ricco del mondo.

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