Dopo una prima apertura nel 2004, il passaggio a Fondazione nel 2007, una riapertura con cambio di proprietà nel 2009 e un periodo di temporanea sospensione delle attività, il centro d’arte contemporanea di Milano HangarBicocca oggi riaprirà ai visitatori sotto la gestione della Pirelli, che ribadisce così il suo legame con Milano, con regione Lombardia e Camera di commercio. Un buon segnale per l’arte contemporanea che soffre a Milano, la fondazione Pomodoro, e altrove il Madre di Napoli, ma anche una difficile sfida da vincere. L’area Bicocca, periferia nord, è infatti ricca di centri culturali che non sono andati a sistema, teatro Arcimboldi, museo della fotografia e del cinema, collezione privata della Deutsche Bank… e di cui l’Hangar potrebbe fare da polo di coordinamento. Ma l’ Hangar stesso soffre della simbolicamente gravosa presenza delle torri , I Sette palazzi celesti, di Anselm Kiefer, acquistati per 2,8 milioni di euro, che rendono difficile ogni accostamento di esposizioni temporanee, che sono la finalità di un centro come l’ Hangar. Riapre con spazi rinnovati, una nuova immagine, una programmazione che sarà almeno triennale e due progetti espositivi: Non non non, prima retrospettiva dedicata agli artisti visivi Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi e un’inedita versione della celebre installazione Shadow play dell’artista tedesco Hans-Peter Feldmann. Con la riapertura i quindicimila metri quadrati dell’Hangar offriranno aree più funzionali per le attività espositive e culturali: dal nuovo spazio dedicato ai bambini, una sfida difficile per l’arte contemporanea e i suoi temi, alla parete multimediale interattiva, dall’area polifunzionale per "workshop" e conferenze, al rinnovato ristorante-caffetteria. Le novità riguarderanno inoltre gli orari dilatati nella fascia serale, la gratuità, le attività educative continuative e un centro per la consultazione dei cataloghi al posto del bookshop. Info: http://www.hangarbicocca.it/


