Lo spazio-contenitore di via De Rossi si trasforma in opera. È "Pull" il titolo della mostra personale di Giovanni Termini, che sfrutta e consuma il bianco della galleria per mettere in atto una trasformazione in continuo divenire, un’opera che non si conclude, ma che piuttosto è un operazione di costruzione in piena luce. L’estetica che si percepisce oltre la forma dei lavori in mostra, la dubbia risoluzione di un’azione di cui rimangono documentazioni e tracce, come in un campo da guerra, uno di quelli in cui la guerra si fa per gioco. È proprio il gioco a dare forma all’opera principale, perdendo la sua connotazione abituale e invertendo la funzione dell’oggetto lanciato, il piattello, generalmente elemento colpito o da colpire, che invece colpisce e colpendo si distrugge, quasi fosse solo quella la sua unica fine, lasciando le tracce residuali di un pericolo incombente, diventando da vittima a carnefice di un atto solitamente subito. La tensione di un’azione solo percepita, i resti di qualcosa di accaduto ma che potrebbe ancora avvenire senza preavviso, il lancio pericoloso, l’urto rumoroso, lo scontro violento, lo spazio tracciato dai resti e segnato da un tempo che ormai è memoria. E poi lo stesso oggetto che diventa totem, vincitore slanciato e intatto, impilato in una fredda composizione a colonna. La mostra sarà presentata e accompagnata da un testo critico di Andrea Bruciati. "Pull – Giovanni Termini solo show" dal 24 febbraio al 24 marzo. Artcore, via De Rossi 94, Bari. Info: www.artcore.it.


