"Il mio cadavere sarà cremato con legna di Caprera nel sito da me indicato con asta di ferro ed un pizzigo di cenere; sarà chiuso in urna di granito e collocata nella tomba delle mie bambine sotto l’agaccio ivi esistente. La mia salma vestirà camicia rossa". Recita così l’ultimo testamento olografo di Giuseppe Garibaldi, ricevuto nel 1882, anno della sua morte, da Gaetano Cattaneo, notaio in Codogno. Ed è solo uno dei Testamenti di grandi italiani esposti nella mostra che ha aperto i battenti, a Roma, all’Archivio storico capitolino. La prima raccolta pubblica di testamenti originali, che intende tratteggiare la dimensione umana di grandi personaggi noti principalmente per le loro virtù pubbliche. L’esposizione, realizzata nell’ambito delle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia, è curata dal Consiglio nazionale del notariato e dalla Fondazione italiana del notariato, ed è organizzata in collaborazione con l’unità tecnica di Missione 150 della presidenza del Consiglio dei ministri e con l’assessorato alle Politiche culturali e centro storico di Roma Capitale. Sarà aperta al pubblico tutti i giorni dalle 10 alle 18, fino al 17 marzo, in piazza dell’Orologio 4, a Roma.


