Houston, addio al giornalista Christopher Hitchens

Lo scrittore e giornalista britannico Christopher Hitchens, noto per il suo spirito dissacratorio e anticlericale, paladino dell’ateismo militante, è morto ieri sera in un ospedale di Houston, negli Stati Uniti, a causa di una polmonite, provocata da un tumore all’esofago. Aveva 62 anni. Un anno fa Hitchens rivelò di essere malato dal 2009. L’annuncio della scomparsa è stato dato oggi da Vanity fair per cui lavorava come commentatore, che lo ricorda in un comunicato come "un autorevole oratore, un critico incomparabile, uno spirito appassionato e un intrepido bon vivant". Nato a Portsmouth (Gran Bretagna) il 13 aprile 1949, da piu’ di trent’anni viveva stabilmente negli Usa. Oltre che commentatore per Vanity fair, Hitchens ha lavorato per The Nation, Slate ed era columnist per il Wall street journal nonché editorialista per Daily mirror. Hitchens si era fatto conoscere per la sua ostilità verso qualsivoglia forma di religione (sintesi del suo pensiero è il pamphlet "Dio non è grande. Come la religione avvelena ogni cosa" tradotto in italiano da Einaudi nel 2007), per il suo antifascismo e i suoi sentimenti anti-monarchici, nonché per il suo sarcasmo, la sua dialettica e il suo tumultuoso distacco dalla sinistra anglo-americana.