Fino al 23 di dicembre la basilica di Santa Maria di Collemaggio ospiterà le opere di quattro importanti artisti di arte contemporanea: Vasco Bendini, Luigi Boille, Marcello Mariani, Giulio Turcato. L’ esposizione, curata da Gabriele Simongini, vuole essere un modo per guardare avanti, non a caso organizzata all’interno di uno dei luoghi più suggestivi e rappresentativi della città, che il 6 aprile ha subito danni, divenendo uno dei simboli non più della bellezza artistica della città, ma della furia del terremoto. Le tele degli artisti andranno ad occupare i pannelli lungo le navate laterali delle basiliche che prima del terremoto ospitavano le tele secentesche di Carl Ruther. L’ idea cui, non a caso, fanno riferimento gli autori è quella dell’archè: inizio. Le loro opere vorrebbero forse fanno appello ad un’idea di arte come principio, nuovo inizio appunto, da cui poter ripartire: lo stesso spirito di rinascita di cui si sente tanto parlare nella città ma che sembra per ora rimanere solo un pensiero. Attraverso i loro linguaggi, seppur diversi, la Basilica assumerà un aspetto temporaneamente nuovo diverso, in una particolare commistione di antico e moderno, un particolare dialogo tra il sacro religioso e la sacralità e forse il misticismo dell’astrazione. Nella mostra, che rimarrà aperta fino al 21 dicembre con ingresso gratuito, figurano due opere di Vasco Bendini La memoria conserva del 2001 e La sera del giorno n.2, 14 marzo 2003; eccezionalmente, poi, nella Basilica verrà esposta un’altra opera di Bedini posta in una teca di plexigass intitolata Celestino V del 1972. Luigi Boille, invece, esporrà Arabesco-zen nero del 1973 e Arabesco-zen bianco del 1974. Marcello Mariani l’opera Forma archetipa del 1996, mentre di Giulio Turcato verrà presentato il Giardino di Miciurin del 1951.


