Maurizio Cattelan si racconta in Un salto nel vuoto

Giovanni Paolo II colpito da un meteorite. La scritta Hollywood sistemata sopra una discarica vicino a Palermo. Un gigantesco dito medio davanti al palazzo della Borsa a Milano. Sono solo alcuni degli assalti al perbenismo e al senso comune realizzati da Maurizio Cattelan durante la sua lunga carriera. Tra gli artisti contemporanei più famosi nel mondo, Cattelan è uno dei più inafferrabili ed è sempre stato uno dei più restii a raccontarsi al pubblico. Persino le sue interviste vengono da anni costruite da una sua persona di fiducia. Per questo il suo unico libro Un salto nel vuoto pubblicato da Rizzoli, rappresenta un evento mondiale. Realizzato a partire da una serie di conversazioni con Catherine Grenier, racconta la sua vita e la sua carriera: i traumi dell’infanzia, l’emancipazione precoce, l’aspirazione radicale alla libertà, l’incontro con l’arte, la paura della perdita e del fallimento, l’ossessione dell’immagine. Dopo anni di silenzio, Cattelan prende la parola senza mezze misure in un vero e proprio "salto nel vuoto" con cui si consegna al pubblico dei lettori. Il risultato è l’autoritratto in forma di parole di un uomo che "voleva sopra ogni cosa essere libero".