Sarajevo, dopo dieci anni di attesa apre "Ars aevi"

"L’Ars aevi di Sarajevo sarà il più importante museo d’arte contemporanea dell’Europa sud-orientale". È uno slogan che si sente da vent’anni. Adesso però è tutto pronto per dare il via ai lavori di costruzione della struttura. Il progetto, realizzato da Renzo Piano, è pronto dal 2000 ma solo in queste settimane è stato siglato l’accordo definitivo tra il Comune di Sarajevo, il Cantone della capitale bosniaca e l’Unesco. “Tutto sarà completato entro il 2014, quando magari anche la Bosnia sarà entrata in Europa”, spiega a Sky.it Enver Hadžiomerspahić, direttore generale di Ars Aevi. La genesi di quest’opera visionaria è lunga due decenni. Tutto cominciò durante l’assedio di Sarajevo. Mentre sulla città piovevano le bombe, un gruppo di intellettuali immaginò un’utopia: “Sembrava folle parlare di un futuro museo in quei giorni nei quali nessuno di noi sapeva se un minuto o un’ora dopo sarebbe stato ancora vivo”. L’idea è semplice: chiedere ai maggiori artisti contemporanei di donare una propria opera, che dopo una temporanea esposizione in un museo europeo, sarebbe entrata a far parte della futura collezione di Ars Aevi. Il gruppo fondatore iniziò a prendere contatti quando ancora le granate cadevano su Sarajevo. Si pensò di proporre collaborazioni dirette ai maggiori musei europei. Il primo partner fu il milanese Enrico Comi e la prima opera donata fu “La porta dello specchio” di Michelangelo Pistoletto. La rete si espanse in fretta, trovando in Italia molti entusiasti sostenitori. Politici, mecenati e intellettuali hanno contribuito a realizzare un ricco nucleo di opere. “Dobbiamo molto al vostro paese, vi considero i salvatori dell’arte”. Info: www.arsaevi.ba.