Esce oggi il nuovo album di Vinicio Capossela, doppio lavoro intitolato Marinai, profeti e balene e dedicato al mare. «Un’opera fuori misura – come l’ha definita il suo autore – un disco che fa tornare vivo il liceo che c’è in voi». Diciotto brani in una specie di intensa Odissea che mette insieme viaggi ed enigmi, echi letterari che stanno fra Coleridge e Melville, una Marina commedia realizzata nell’isolamento del golfo di Ischia nel corso degli ultimi dieci mesi. L’oceano oilalà, Il grande leviatano, Pryntyl, Polpo d’amore, Billy Bud: questi alcuni dei titoli inclusi nel disco. «Abbiamo voluto registrare il pianoforte e la voce nel castello Aragonese di Ischia – racconta il cantautore nato ad Hannover ma originario dell’Irpinia a Repubblica – perché è un luogo di ascesi, in cui sperimentare l’isolamento da altezza. Desideravo stare tra lo stridio dei gabbiani e gli spettri del mare. Una volta chiuso il ponte levatoio alle spalle, la volta celeste ci ruota addosso attraverso le occhiate delle rovine della cattedrale aperte in alto. Ci si muove nel cielo rimanendo fermi, come in un planetario. In sottofondo il rumore del mare, come un basso continuo…». Tanti gli ospiti del nuovo album, che segue Da solo, uscito nel 2008. Marc Ribot, Jimmy Villotti, Ares Tavolazzi, i patafisici catalani Cabo San Roque, Mauro Refosco e Psarantonis, alias lo Zeus con la lira. (S. C.)


