Incunaboli, il De civitate dei rischia di ''sparire''

Il De civitate dei di Sant’Agostino, il più antico libro stampato in Italia e il secondo dopo la Bibbia di Gutenberg, non ha un luogo tutto per sé dove poter essere ammirato. E ora, addirittura, rischia di sparire. Il prezioso incunabolo, realizzato a Subiaco da due chierici tedeschi, Corrado Sweynheym e Arnoldo Pannartz nel 1465 conservato nella Biblioteca di Storia Patria di Napoli, infatti, potrebbe non essere più disponibile neanche in quelle poche circostanze in cui viene esposto al pubblico. «Il De civitate dei – dice Renata de Lorenzo presidente e direttrice della biblioteca – non è esposto normalmente al pubblico. Se qualcuno lo richiede lo mostriamo. Durante il prossimo convegno dell’Aib, l’associazione delle biblioteche italiane, sarà presentato come se fosse un quadro. Non abbiamo sistemi che garantiscano la sua sicurezza». Ma ora le cose potrebbero complicarsi ancora di più. E il Civitate dei rischia di essere oscurato definitivamente. Il possibile fallimento della Biblioteca di Storia Patria che non ha più i fondi per andare avanti.