I reperti trafugati al Museo egizio del Cairo sono di enorme importanza per non pensare a un furto su commissione o a fini di riscatto. Lo ipotizza all’Osservatore Romano la curatrice del Museo egizio in Vaticano, Alessia Amenta, che non esita a definire il furto «un attentato al cuore della stessa identità nazionale egiziana. Si tratta di otto reperti risalenti a tremilatrecento anni fa, obiettivi troppo ricercati e mirati».


