Non ci sono più le parrucche della corte di Francia né gli abiti sontuosi dei tempi del Re sole, sono in sordina le polemiche contro medici e ciarlatani del Seicento e sul palco si intona anche un rap. Questa l’interpretazione del Malato immaginario, capolavoro e testamento artistico di Moliere di Gabriele Lavia, protagonista e regista dello spettacolo in scena al teatro Argentina di Roma. Fino al 27 febbraio. Info: www.teatrodiroma.net.


