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Le stanze del giardino


La mostra Le Stanze del Giardino dell’artista di Ileana Florescu, a cura di Cristiano Leone e ospitata, grazie a Muriel Mayette-Holtz, a Villa Medici fino al 27 maggio è un viaggio tra le diverse epoche della villa: dal XV secolo ad oggi. Tra il grand salon, la gipsoteca, l’atelier Balthus e le storiche stanze di Ferdinando de’ Medici il percorso prevede un cammino tra 17 light-box per capire il fil rouge della mostra: il dialogo con l’arte contemporanea, la storia del luogo, dei suoi abitanti e il rapporto con la natura. Le aule regalano una sfumatura diversa alle opere, più mistica nell’oscurità del studiolo, più storica negli appartamenti.

Ogni lavoro ha la stessa forma: rettangolari e retro-illuminati, utilizzano in primo piano le planimetrie delle aiuole di Giuseppe Casabona, il botanico al servizio di Ferdinando di Medici, e tutti rimandano e ricordano la storia del luogo, o attraverso l’utilizzo di un personaggio o attraverso un’opera d’arte comprata da Ferdinando da Medici tra 1577 e 1588. Per i lavori Florescu ha fatto migliaia di fotografie nel tentativo di riempire le eleganti griglie e le grafiche delle planimetrie.

L’artista ha usato delle erbe di una volta o delle verdure trovate nella corrispondenza di Ferdinando da Medici creando una strada a metà fra i simboli e la realtà, provando anche ad avvicinarsi al lavoro di Casabona «Sono andata – dice – alla ricerca dei fiori come immaginavo nel mio piccolo facesse Casabona, lui con un enorme sapienza, io da ignorante ma sulle sue tracce». Per rendere completo il suo lavoro, è stata sia Roma che a Firenze per fare fotografie e catturare l’anima di questa epoca. Ci sono anche dei personaggi storici che gravitavano intorno a questo luogo o che hanno influenzato la loro epoca, come ad esempio Clelia Farnese e Cristoforo Colombo, e delle opere d’arte come Atena o Bacco.

Nel quadro che rappresenta Ferdinando de’ Medici, Florescu usa il ritratto fatto da Jacopo Zucchi che appare dietro le griglie del giardino. Si vedono anche le api: l’ape regina rappresenta Ferdinando de Medici e le altre api, più piccole, il popolo fiorentino. Ecco il gioco tra la storia, la realtà, e i simboli. È il medium fotografico, insieme alla storia, a farci capire il ventaglio delle passioni umane che sono passate per Villa Medici: bellezza e gioco di potere, amori illegittimi e nobiltà d’animo. Oltrepassando i confini delle epoche e dei generi, Florescu si destreggia tra la mente degli spettatori riuscendo a farli tornare indietro nel tempo. Lo scopo di questa mostra è, in definitiva, quello di raccontare la storia dell’epoca e della villa, senza lasciare da parte la storia e la visione personale dell’artista.

Fino al 27 maggio; Villa Medici; viale Trinità dei Monti 1, Roma; info: www.villamedici.it

 

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