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Museo Magritte: le perle nascoste


Affacciato su Place Royale, il Museo Magritte di Bruxelles, inaugurato nel 2009, accoglie la collezione più importante di uno degli artisti più affascinanti e misteriosi del XX secolo. Tra tele, disegni, documenti, sculture, manifesti pubblicitari e cortometraggi, il museo offre più di 200 opere alla vista di un pubblico che non deve essere necessariamente esperto di arte per lasciarsi sedurre dal genio di Renée Magritte. Dal momento che parte della collezione, oltre che da lasciti ed acquisizioni, proviene da prestiti privati, visitare il Museo Magritte rappresenta l’unica occasione per godere di opere altrimenti inaccessibili. Il percorso della mostra si svolge dall’alto dell’edificio verso il basso e segue la cronologia della biografia dell’artista. Il terzo piano, dal titolo La conqûete du surréalisme: 1898-1929, ospita il primo periodo artistico di Magritte, in cui trionfa la contaminazione stilistica, dalla metafisica di De Chirico, al cubismo e alla sperimentazione del linguaggio surrealista. La divergenza tra Femmes, L’Automate e L’Histoire Centrale riflette alla perfezione l’eterogeneità delle fonti di ispirazione cui Magritte attinse. Alle tele si aggiungono lettere della corrispondenza tenuta con amici e colleghi, come André Breton, Paul Nougé e Paul Eluard. 

Al secondo piano, L’échappée belle: 1930-1950, sono esposti temi che il grande pubblico ricollega meno a Magritte, come la guerra, il comunismo, la pubblicità. Sebbene Magritte odiasse realizzare opere pubblicitarie, da lui considerate ”travaux imbeciles”, fu attraverso la pubblicità che sviluppò quel linguaggio sovversivo e quell’imprescindibile legame tra immagine e parola che caratterizzano i suoi capolavori. Si pensi a La Condition Humaine: se a prima impressione sembra che il quadro dipinto nella tela riproduca fedelmente la realtà oltre la finestra, con uno sguardo più attento si nota come quest’ultimo sia finzione anch’esso. Per Magritte la condizione dell’uomo è di essere limitato dalla sua mente, dagli stereotipi, per cui non gli è mai possibile vedere la realtà per quello che è veramente, ma solo per come la vede la sua mente.  

Infine il primo piano, intitolato Le Domaine enchanté: 1951-1967, custodisce il Magritte imperatore di luci, le cui tele hanno disorientato le generazioni a seguire, da artisti a registi a poeti. L’Empire des lumières è la perla di questa collezione: una villa intonacata di bianco, si affaccia su una strada buia, un lampione illumina parte della facciata, mentre sulla volta azzurra si stagliano immobili nuvolette. Il gioco di luci e ombre è studiato in maniera tale da infondere un’inquietudine profonda in chi osserva, una sensazione che deve aver avuto lo stesso William Friedkin, che si ispirò liberamente per The Exorcist. Ad arricchire la sezione, opere per lo più possedute da collezionisti privati, per cui generalmente ignote, come Par une belle fin d’après-midi, offrono l’ennesima motivazione per visitare questo splendido museo. Se è vero che, con le parole dell’artista, ”il n’y a pas de choix: pas d’art sans la vie”, si può dire che il Museo Magritte altro non è che un teatro di vita.

The Musée Magritte Museum
Place Royale 1
Bruxelles
Sito web: https://www.musee-magritte-museum.be/en

 

 

 

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