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Magnani, la vita, il cinema

Un’inedita Nannarella è quella raccontata dalla mostra Anna Magnani, la vita e il cinema. Scatti che la ritraggono sul set, nella vita sociale e in quella privata. Un percorso che rende omaggio a un’attrice simbolo del cinema italiano e a una delle più grandi di tutti i tempi, come la definì il poeta Giuseppe Ungaretti. La Magnani (1908- 1973) fu una delle prime attrici europee ad avere una stella nella celebre Walk of Fame di Hollywood e a ricevere l’Oscar per l’interpretazione memorabile nel film La rosa tatuata del regista Daniel Mann (1955). «Divina, semplicemente divina» la definì il Time.

La mostra, aperta fino al 22 ottobre al Vittoriano e curata dal giornalista Mario Sesti per la rassegna Artcity 2017, polo museale del Lazio, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e l’Istituto Luce, ripercorre attraverso fotografie, materiali audio e video, la vita di un’ artista illustre che rappresenta l’Italia nel mondo. L’itinerario inizia con una sequenza di fotografie che la ritraggono sul set. Eccola in Teresa Venerdì (1941), per la regia di Vittorio De Sica, nei panni della soubrette Loletta, prima sua grande prova di attrice per il cinema, o nel film neorealista Roma Città Aperta (1945) regia di Roberto Rossellini, nella scena cult del grido oppure in Mamma Roma (1962), di Pier Paolo Pasolini, in cui interpreta una prostituta romana decisa a cambiare vita, e ancora in Bellissima (1951) film diretto da Luchino Visconti, nei panni della popolana Maddalena. «Se il personaggio è autentico – diceva la Magnani – e mi commuove, voglio dire se lo sento come me stessa, allora sono capace di interpretarlo nel modo migliore».

La mostra prosegue mostrandola nella sua vita privata e in quella pubblica. Scatti che la colgono nella intimità della sua casa romana a palazzo Altieri in pieno centro storico. Eccola mentre fuma, brinda, suona la chitarra, o riceve giornalisti e amici, con il figlio Luca e con gli uomini più importanti della sua vita, dal marito Goffredo Alessandrini al regista Roberto Rossellini e poi con Totò, Aldo Fabrizi, Marlon Brando, Tenessee Williams, nelle serate trascorse a teatro, ai vernissage, persino alla stazione Termini. Fotogrammi che mostrano non solo l’attrice ma anche la donna libera, ribelle e determinata. «Ho sempre  – ha detto – camminato nella vita per sentire in me la gioia di una continua metamorfosi, di un continuo studio che era il mio lavoro e, oserei dire, di un continuo perfezionamento della donna che era in me». Eccola poi nella sua ultima apparizione sul grande schermo. Il cameo nel film Roma (1972) di Federico Fellini. «Il regista – ha raccontato Sesti – ha fatto carte false per averla nel suo film». Qui la Magnani interpreta se stessa mostrando tutta la sua autenticità. Fellini la descrive come il simbolo di Roma, «una città lupa e vestale, aristocratica e stracciona, tetra e buffonesca». Lei risponde con l’ironia che la contraddistingue «A Federì, va a dormì va».

Il percorso della mostra, a ingresso gratuito, comprende la proiezione di filmati e documentari che ne ripercorrono la carriera, dagli esordi nel teatro e nel varietà fino ai suoi successi cinematografici. Inoltre il 24 e 31 luglio e poi il 7 agosto alle ore 21.00 saranno proiettati nella Terrazza Italia del Vittoriano i film Mamma Roma, Bellissima e L’amore, preceduti dalla lettura di testi e interviste, recitati dalla nipote Olivia e da Sabrina Impacciatore.

Fino al 22 ottobre; Complesso del Vittoriano, via di san Pietro in carcere, Roma; info: www.ilvittoriano.com

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