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Donne di colore, una mostra al femminile

Il pregiudizio che accomuna colore e femminile (come pure il decorativo, l’eccessivo, la seduzione visiva con il popolare e l’esotico) ha, nella nostra cultura, origini antiche. Platone, nella sua battaglia contro il mondo sensibile, condannava il colore, al pari della donna, falso, disonesto e ingannatore. E Baudelaire accomunava donne, selvaggi e bambini, per via della ”loro ingenua aspirazione verso ciò che brilla, i piumaggi multicolori, le stoffe cangianti, la maestà superlativa delle forme artificiali, il loro disgusto per il reale”. Anche Charles Blanc, nomen omen, identificava il colore con il femminile nell’arte: ”riconosciamo il potere del colore, e che il suo ruolo è di dirci che cosa agita il cuore, mentre il disegno ci mostra quello che passa nella mente”.

Il colore è accusato di confondere, disorientare, impedire alle idee di farsi chiare e distinte, sedurre, ammaliare, difficile da contenere resiste alla verbalizzazione. «Le esaltazioni sensoriali del tubo dipinto meglio lasciarle ai tintori di vestiti!» avrà a dire Le Corbusier, che dopo essersi inebriato dei cieli color indaco e verde smeraldo, degli smalti gialli e blu, dei mille fiori e delle belle donne d’Oriente, sull’Acropoli si converte definitivamente al monocromo e al bianco. 

In mostra alla Torre dei Lambardi di Magione (PG) ci sono 13 artiste coloratissime (di paesi e generazioni diverse) che hanno scelto quella che numerosi studiosi hanno considerato una cifra storica della subalternità – il colore appunto – per farne lo strumento della propria battaglia artistica e culturale; tutte in dialogo con la celebre Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto, icona dell’Arte Povera, che, come un manifesto, vede separati, ma anche riuniti, il definito e il confuso, l’astratto e il concreto, la forma e l’informe, il bianco e il caleidoscopio del multicolor. Loro sono Francesca Fini, Lenia Georgiou, Maya Hayuk, Kaarina Kaikkonen, Micaela Lattanzio, Florencia Martinez, Veronica Montanino, Francesca Pasquali, Gloria Petyarre, Michelangelo Pistoletto, Virginia Ryan, Joana Vasconcelos, Mary Zygouri. 

Foto di Giovanni De Angelis

 

 

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