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One day I broke a mirror, secondo appuntamento di Une a Villa Medici, protagonisti Yoko Ono e Claire Tabouret

Un dialogo fra due grandi artiste di due generazioni differenti è quello messo in scena a Villa Medici. Appuntamento dal 5 maggio al 2 luglio quando sotto la curatela di Chiara Parisi, ex direttrice dei programmi culturali della Monnaie di Parigi e ora curatrice di Villa Medici, vengono ospitati i lavori di un’artista importante della storia dell’arte come Yoko Ono accanto a quelli di una giovane promessa, classe 1981, Claire Tabouret, raccolti sotto il titolo di One day I broke a mirror. Se non servono presentazioni per Ono e il suo ruolo nelle avanguardie degli anni Sessanta e Settanta, per chi segue l’arte contemporanea non è un nome nuovo neanche quello di Tabouret. Quest’ultima è stata infatti più volte in Italia partecipando alla collettiva Shit and Die di Maurizio Cattelan e L’illusione della luce a Palazzo Grassi. I suoi quadri dai colori acidi, stranianti e atemporali, le sue donne guerriere dallo sguardo risoluto, il suo esercito di bambini mascherati nell’atto di brandire lance luminose, a metà tra un quadro di Paolo Uccello e l’immaginario di Guerre stellari hanno conquistato nel tempo pubblico e critica.

Le affinità e le divergenze fra le due artiste appaiono evidenti nel dialogo fra due opere in mostra The Team firmata da Tabouret nella quale sette donne sono imprigionate nello stesso drappo, come un unico corpo dal quale emergono diverse individualità; e Wrapped chair di Yoko Ono, una sedia imballata con strisce di garza. Quest’opera, riattivata grazie alla collaborazione tra le due ci proietta nella dimensione performativa che ha reso celebre l’artista-icona, richiamando la sua stessa performance Sky piece for Jesus Christ, un gruppo di performer avvolgevano i musicisti di un ensemble con delle garze fino a immobilizzarli, riproposta eccezionalmente dalla JuniOrchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, il giorno dell’inaugurazione, il 4 maggio, a Villa Medici.

La mostra è il secondo appuntamento di un programma di esposizioni raccolte sotto il titolo Une ideato dalla direttrice di Villa Medici Muriel Mayette-Holtz e curato da Parisi. La prima esposizione è stata dedicata a Annette Messager mentre nei prossimi appuntamenti verrano ospitati i lavori di Camille Claudel e Elizabeth Peyton; e all’inizio del 2018 un face à face tra Katharina Grosse e Tatiana Trouvé. Info: www.villamedici.it

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