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I tagli di Fontana fotografati da Mulas, una mise en scène a regola d’arte

Quante volte agli appassionati di storia dell’arte sarà capitato di fermarsi ad ammirare le fotografie scattate nel 1964 da Ugo Mulas a Lucio Fontana, che immortalano in bianco e nero quell’attimo sospeso in cui l’artista traccia il suo taglio sulla tela. Un gesto pieno di pathos e incredibilmente emozionante che purtroppo non è mai avvenuto. O meglio, è accaduto, ma non è mai stato fotografato perché Fontana era decisamente contrario a essere ripreso durante la creazione delle sue opere. Il gesto, più che l’opera finita, era infatti per l’artista parte essenziale delle sue attese. Per questo alla richiesta di Mulas di poter assistere e registrare quell’attimo così privato Fontana risponde negativamente: ”Sento che se faccio un taglio, così, tanto per far la foto, sicuramente non viene. Magari potrebbe anche riuscire ma non mi va di fare questa cosa alla presenza di un fotografo, o di chiunque altro. Ho bisogno di molta concentrazione. Cioè non è che entro in studio, mi levo la giacca, e trac! faccio tre o quattro tagli”. Ma allora come nascono le fotografie di Mulas? È dopo il rifiuto che il fotografo decide di fare una controproposta all’artista: riprodurre quel momento per finta: ”Ho pregato Fontana di fingere di fare dei tagli”, spiega Mulas nel suo libro La Fotografia. I due utilizzano una tela bianca per la prima foto: Fontana è di spalle e si accinge con una lama a solcare la tela; mentre per la seconda appendono una tela già finita: l’artista è chinato sul taglio come se l’avesse appena tracciato. Una mise en scène perfettamente architettata che con il passare del tempo è diventata così popolare da diventare reale. 

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