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Le ceneri di Ak2deru in mostra a Spazio Y

La cenere è volatile, con un soffio si spazza via. La cenere è ciò che rimane dopo il fuoco nella sua vitalità. La cenere è materiale che sublima la materialità. La cenere è costituzionalmente effimera. La cenere è il risultato della trasformazione di un elemento. Così nella mostra Cenere a cura di Claudio Libero Pisano, Francesco Careddu, in arte Ak2deru, trasforma Spazio Y a Roma in un ambiente avvolgente dove lo sguardo può perdersi nella coralità di un intervento mutevole nel suo assetto compositivo.

La tecnica consiste nel fissare la cenere alla carta con una colla per carta da parati a base di cellulosa, essenziale per la resa finale. Fogli alti tre metri ricoprono il perimetro della galleria in due trittici laterali e un dittico centrale. I segni si declinano complessi nelle loro relazioni partendo da una semplicità di fondo. Vorticosi a tratti, lineari a tratti, in sequenza a tratti, ma sempre ossessivamente ripetitivi. Un’esperienza totalizzante che assume l’intento di un coinvolgimento sensitivo articolato in vari momenti percettivi. I segni passano dai marroni ai grigi al nero, dipende dal materiale usato per la combustione. Così ciò che è effimero e volatile, incollato alle carte in maniera delicata, diventa duraturo.

Così la vita si allena a trasformare la caducità in permanenza, grazie all’arte. Sembra di addentrarsi in una foresta di ombre, circondati da questi fogli giganteschi che quasi si richiudono sopra la testa in una possibile immaginazione. E in una sinestesia, nel guardare l’installazione, sembra di ascoltare suoni, infatti Francesco è insieme un musicista che crea spartiti. E durante l’inaugurazione, il fratello, Kikko Careddu, attraverso la sua batteria, ha dato vita a sonorità che rendevano un’interpretazione personale e centrata della pittura.

Questa è una delle ultime mostre in cui Spazio Y si presenta nella sua veste attuale. Creato nel 2014, grazie al mecenatismo di Domenico Grieco, ha accolto personali e collettive facendo un lavoro sul territorio anche perché collocato nella periferia di Roma, al Quadraro. Nel 2016 Spazio Y ha partecipato a NESXT, festival torinese internazionale rivolto alla produzione artistica e culturale indipendente, inaugurato durante Artissima 2016 e creato da Olga Gambari. Inoltre Spazio Y si trova all’interno di The Indipendent del MAXXI grazie al quale gruppi indipendenti hanno il proprio spazio virtuale dove diffondere le proprie attività. E Ak2deru definisce in maniera poetica lo spazio della galleria, dalle parole del curatore Claudio libero Pisano: ”La cenere non è soltanto un interessante espediente tecnico, rimanda infatti alla circolarità filosofica e religiosa che da sempre è strumento di indagine. Inizio e fine di ogni cosa”.

Fino al 15 aprile; SpazioY, via dei Quintili 144, Roma; info: www.spazioy.com

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