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Enel Green Power, l’Italia che funziona

Nell’Italia che funziona un posto d’onore l’occupa certamente Enel Green Power, la società leader nell’energia rinnovabile che dimostra di sapere coniugare la ricerca della redditività con la tutela dell’ambiente e il sostegno della cultura. Per Enel Green Power il 2016 è infatti un anno da incorniciare: ha portato la sua produzione alla cifra record di 2,018 Megawatt e ha dimostrato di avere tutte le potenzialità per diventare uno dei principali player a livello internazionale nel settore delle energie rinnovabili. Per la creatura lanciata dall’attuale Amministratore Delegato di Enel, Francesco Starace, è un risultato clamoroso ottenuto arrivando a raddoppiare le performance dell’anno precedente e completando la costruzione di impianti di alto valore commerciale e strategico come l’Apiacàs Hydroelectric Park in Brasile (da 102 MW), Il Finis Terrae photovoltaic plan in Cile (160 MW), la Wind farm di Palo Alto (129 MW) e la Vientos del Altiplano (100 MW) in Messico e, infine, la Nojoli wind farm in Sud Africa (88MW). Un successo che il responsabile globale della divisione rinnovabili di Enel, l’ad Francesco Venturini ha commentato così: “Il 2016 conferma ancora una volta l’incredibile impegno dell’intero team di Enel Green Power. E’ un successo della squadra che ci rende particolarmente orgogliosi. Il merito – ha proseguito Venturini – è di tutti coloro che, per raggiungere questo risultato, vi hanno lavorato con dedizione e perseveranza, superando talvolta avversità climatiche altre volte superando situazioni decisamente avverse”.

In tempi così difficili per il settore dell’energia e in uno scenario internazionale così competitivo, presidiato aggressivamente dai principali operatori globali, il risultato del 2016 ottenuto da Enel Green Power è effettivamente di quelli che fanno inorgoglire. Anche perché testimonia in maniera chiara come il team di lavoro montato in pochi anni da Starace e Venturini abbia assunto una grande efficienza organizzativa e produttiva. Oggi Enel Green Power dimostra nei fatti di avere saputo conquistare il ruolo della grande multinazionale capace di produrre efficacemente risultati, con logiche tendenti all’impatto zero, negli angoli più diversi del mondo: dal Sud Africa al Cile, dal Brasile al Messico o agli Stati Uniti. Successi che si abbinano, come dicevamo, ad una politica di sviluppo centrata sul rispetto dell’ambiente e ad una costante attenzione alle tematiche culturali. E gli esempi di sostegno concreto alle attività culturali sono molteplici: dalle borse di studio presso l’Università di Bologna, all’apertura delle centrali per attività artistiche e didattiche, fino ai finanziamento destinati ai restauri, come, ad esempio, quello destinato alla Sala degli Imperatori in Campidoglio a Roma.

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