UNPÒPORNO

Erotismo in scatola magica

Turi Avola ha iniziato a dipingere il nudo nel 2004; nel 2012 ha scelto la fotografia come mezzo di espressione dando una svolta alla sua fase creativa, anche attraverso lo studio di grandi maestri del cinema surrealista come Buñuel e Svankmajer. Le sue opere in bianco e nero, gli arredi di scena, gli accessori e gli abiti conferiscono agli scatti un’atmosfera d’altri tempi, giocando con la femminilità, l’erotismo e il surrealismo dark.

A Maggio hai ricevuto una Honorable Mention per la tua serie Addiction Love al PX3, prestigioso premio della fotografia che dal 2007 presenta a Parigi i migliori fotografi di tutto il mondo. Contemporaneamente hai lanciato la serie inedita Game in the box. Come ti è venuto in mente di mettere una donna nuda dentro a una scatola? «Lo scorso novembre, ho partecipato alla mostra mostra Shock One Shot a Roma, dove ho costruito un’installazione per presentare la serie Sawing a woman in half (la nota illusione della donna tagliata a metà). Durante la mostra poi, guardando l’installazione e le parti del corpo che sembravano uscire dalla cassa, mi è venuto in mente di creare una serie con un corpo sezionato da giochi di luce, in esclusiva su Fluffer Magazine».

Dopo tante sperimentazioni hai scelto la fotografia e in particolare, negli ultimi tre anni, hai prodotto molte serie di nudi in cui coerentemente con la tua cifra stilistica giochi con il surreale, aggiungendo spesso l’ingrediente erotico. Come nasce l’interesse per questo genere (nudo prima ed erotico dopo)? «Durante i miei studi pittorici ho avuto la possibilità di capire che il corpo della donna, e la donna stessa, sono delle fonti d’ispirazione inesauribile da un punto di vista mentale ed estetico. Sono eleganti curve e linee morbide a formare il corpo della donna ed è possibile esaltarle con le ombre e con la luce, ma è altrettanto affascinante esplorare mentalmente la donna stessa. Alcune delle mie opere hanno dei rimandi erotici, credo che l’erotismo sia dentro ognuno di noi ed è meraviglioso giocarci rappresentando il tutto in un’atmosfera onirica e concettuale, preferibilmente elegante o ironico».

Posare per te deve essere molto divertente, il set è molto elaborato e altamente scenografico, i costumi sono meravigliosi. Dove e come trovi tutto questo materiale? «Si di solito è molto divertente, penso che il divertimento sia la base per un’ottima riuscita delle foto. Tutte le scenografie sono create da me, nel mio studio, quindi si ha una particolare ricerca dei materiali, dal legno, ai tessuti, alle luci stesse. Come hai avuto modo di vedere nelle fotografie compare una chaise longue, un pezzo completamente creato da me partendo da due pallet.  Mentre per quanto riguarda gli abiti usufruisco del mio repertorio che si amplia man mano attraverso i giri nei vari mercatini ma capita frequentemente che le ragazze stesse abbiano degli abiti meravigliosi, come per esempio quando ho avuto la possibilità di collaborare con due artiste del Burlesque come Dixie Ramone e Grace Hall».

Come recluti le tue modelle? «Reclutare mi fa sorridere come termine… Molte di loro le conosco in rete o anche duramente i miei momenti di vita. Diverse sono ballerine, artiste, attrici o persone che non posano abitualmente. Principalmente per me è essenziale e importante conoscere la persona aver la possibilità di capire, lasciarmi ispirare, a volte creare assieme il set. C’è anche da aggiungere che dopo tre anni di intenso lavoro ho raggiunto un particolare rapporto di amicizia e intesa con alcune di loro, ed è inevitabile continuare a creare assieme come è avvenuto ultimamente con Vittoria Regina e Coma White».

Quando potremo vedere le tue fotografie in mostra? «Per il prossimo autunno sto preparando due mostre a Parigi e Berlino, inoltre sto lavorando ad una serie in cui ho coinvolto 10 ragazze molto diverse tra di loro, per una sequenza di 10 opere accomunate solo dalla posa e dalla presenza di accessori creati da me, sarà una sorpresa».

Info: http://turiavola.weebly.com

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