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Arte contemporanea, caso Keith Haring, la fondazione dell’artista contro un gruppo di collezionisti: le vostre opere sono falsi

Tutti falsi. Le opere di Keith Haring di proprietà dei collezionisti di New York che nel 2013 avevano organizzato una mostra a Miam sul grande interprete dell’arte contemporanea non sono autentiche. La causa civile intentata da questi contro la fondazione intitolata all’artista è stata archiviata, dando ragione, dunque alla fondazione.
Tutto è cominciato quando, nel 2013, un gruppo di collezionisti, tra cui Elizabeth Bilinski, aveva citato in giudizio la fondazione chiedendo 40 milioni di dollari di risarcimento dopo che questa si era rifiutata di certificare l’autenticità di alcune opere dell’artista morto nel 1990, facendo anche chiudere con un’ingiunzione una mostra allestita a Miam con 80 opere attribuite senza certificazione ad Haring. Un danno economico notevole per alcuni collezionisti che speravano di venderle e che hanno subito puntato il dito contro la fondazione accusandola di voler mantenere basso il numero delle opere certificate per aumentare il valore di quelle già riconosciute come autentiche. Il giudice, però, ha dato loro torto. Le opere non sono di Haring.

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