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Studio Pivot entra nel circuito della Saatchi gallery

Studio Pivot vola a Londra. La più giovane (non)galleria italiana promuove mercoledì alla Pelanda del Macro di Roma, la sua partecipazione alla prima edizione della Start Art Fair alla Saatchi Gallery nella capitale britannica. Studio Pivot è una delle due gallerie italiane a essere state selezionate dal comitato della prima Fiera internazionale di Arte Emergente, ospitata dal 26 al 29 giugno 2014 nella prestigiosa cornice della Saatchi Gallery. Start, fondata da Global Eye Programme, è un’iniziativa che promuove giovani talenti artistici in tutto il mondo, ed è promossa da Prudential, il cui scopo è supportare l’Arte emergente e la creatività in Asia. Dalle 18.30 al museo di Arte contemporanea romano, l’evento di promozione e di raccolta di fondi per la partecipazione di Studio Pivot alla fiera organizzata dalla Saatchy Gallery, darà la possibilità al pubblico di conoscere il progetto, gli artisti e di osservare da vicino le opere selezionate per Start. La serata proseguirà con un’asta silenziosa di serie limitate di opere prodotte dagli artisti appositamente per l’occasione. Quattro giovani donne under 25, quattro promettenti artisti emergenti, Simone Cametti, Giuliano Cardella, Francesco Ermini e Tindar, e un nuovo concetto di galleria: è quanto basta a Studio Pivot per un progetto artistico che vuole riavvicinare il pubblico e gli stessi artisti ad un’Arte giovane, internazionale e innovativa, come viene da loro definita.

Una galleria senza dimora perché per Studio Pivot l’arte è partecipazione. «Vogliamo ricordare che l’arte italiana, anche quella emergente, deve tornare a essere un’esperienza condivisa, della quale tutti siamo promotori e, soprattutto, beneficiari. L’arte e gli artisti devono uscire dagli spazi chiusi. L’arte deve tornare a manifestarsi ovunque, a subire il fascino della contaminazione, del viaggio e dell’avventura», affermano ancora gli artisti di Studio Pivot. Nato per andare a caccia di artisti, Studio Pivot porta gallerie coreane, indiane, malesi, giapponesi, australiane, israeliane e brasiliane al Macro di Roma. Gli incontri di giovani artisti coetanei di tutto il mondo diventeranno poi storyboard sul web, per lasciar traccia di un’esperienza nella speranza che porti a successivi scambi culturali. «Ironicamente riteniamo che la nostra città sia la nostra galleria. Una galleria di tutti. Questa è la bellezza del mondo, questa deve essere la bellezza dell’arte», aggiungono gli artisti di Studio Pivot.

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