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Arte virtuale, la fondazione Telecom Italia presenta lo strumento Movio

Lo strumento Movio è un innovativo kit open source con cui archivi, biblioteche e musei (ma anche soprintendenze, università, scuole ed associazioni) possono realizzare mostre virtuali. Una follia? Una benedizione? Certo, è vero che la fruibilità dell’arte si gode molto di più se si ha la possibilità di interagire fisicamente con l’opera. Ma è anche vero che la cultura deve saper affrontare la sfida del 2.0. Questo innovativo marchingegno è stato presentato oggi dall’Istituto centrale per il catalogo unico e dalla fondazione Telecom Italia nella Biblioteca nazionale centrale. Movio è stato selezionato su oltre 300 progetti arrivati alla fondazione per il suo bando in quanto affronta il tema dei beni invisibili da un’ottica particolare: nel nostro paese ci sono infatti diversi eventi espositivi e mostre, realizzati da soggetti culturali, che potrebbero non avere mai una diffusione efficace attraverso il web.

Il progetto si rivolge quindi a tutte le istituzioni culturali pubbliche e private che mettono in atto strategie di valorizzazione e divulgazione della conoscenza attraverso: la realizzazione di eventi espositivi e mostre temporanee aperte al territorio; l’uso di siti, portali e applicazioni web in grado di rappresentare efficacemente l’identità e l’attività dell’istituto e attuare strategie di informazione e divulgazione culturale e scientifica; la collaborazione di figure professionali interne o consulenti esterni (curatori museali, archeologi, storici dell’arte, archivisti, bibliotecari, grafici, web designer, redattori web, tecnici informatici ecc.) specificamente dedicati alle attività della valorizzazione e divulgazione della conoscenza. Il sistema è predisposto per il multilinguismo: se attualmente il pannello di amministrazione è disponibile in italiano e in inglese, la mostra digitale, se tradotta, può essere visualizzata in qualsiasi lingua dall’utente finale.

 

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