Spazi

Palermo Convivium

Negli spazi espositivi di Zelle a Palermo, è possibile visitare la mostra d’arte relazionale Convivium curata da Valentina Lucia Barbagallo; progetto ideato da due realtà giovani e conterranee dedicate alla promozione libera e indipendente dell’arte contemporanea. Zelle, spazio espositivo diretto da Federico Lupo con sede a Palermo e Balloon project, neo piattaforma glocale con sede a Catania. Il titolo rimanda al simposio accompagnato da musica e dialoghi filosofici affondando le proprie radici nel mondo greco e tramandatosi in tutte le culture fino a oggi. Il simposio era un momento legato alla tavola ma anche alla cultura, si pensi ai filosofi socratici; all’otium connesso alla sazietà del corpo e della mente di cui parlano Virgilio e Orazio o al Satyricon di Petronio, mostrando come il simposio greco sia divenuto il convivium (cum vivere = vivere con) romano; e ancora, a Dante che intitola Convivio, l’opera in volgare con cui intende nutrire di sapere, mediante le vivande e il pane, tutti gli uomini che ne abbiano desiderio.

In questa versione contemporanea del convivium i commensali sono sei artisti provenienti da città diverse e che lavorano spesso sulle piccole e intime dimensioni, sulla ridefinizione dei luoghi, dei tempi e delle cose, sulla risemantizzazione degli oggetti. Francesco Balsamo, Fabrizio Consenza, Luigi Massari, Giuseppe Mendolia Calella, Carmelo Nicotra e Enrico Piras sono gli artisti che sono stati invitati a presentare una porzione del proprio lavoro da esporre insieme alle altre su un unico tavolo quadrato così da costituire un unicum nuovo e corale dato dalla pluralità di ricerche simili nelle intenzioni ma differenti nei contenuti. Riprendendo le citazioni e l’etimologia dantesca, le vivande sono le opere degli artisti, il pane, i testi che ciascun artista o chi per loro (curatori, altri artisti) hanno scritto sul proprio lavoro presente in mostra e su quello di un altro artista che siede alla stessa tavola. Vedere, dapprima, un’opera unica creata da sei artisti diversi; apprendere, in seguito, che essa è formata da sei porzioni di altre opere a se stanti; leggere, poi, le riflessioni personali di ciascun artista sul proprio lavoro e sul lavoro di un altro commensale; trovarsi a confrontarsi su ciò che è, ciò che potrebbe essere e su ciò che mai sarà crea l’dentità per negazione, si nutre di alterità, crea scambio, nonché, crescita individuale e collettiva.

La ricerca di identità passa per due binari paralleli che sono la scoperta del sé in relazione al sé e la scoperta del sé in relazione al noi, agli altri. Come e cosa vediamo non necessariamente corrisponde a ciò che vedono e a come vedono gli altri. In quest’ultimo aspetto, entra in gioco la triade hegeliana costituita dall’artista, dall’opera e dal pubblico: affinchè le tre figure interessate coesistano nello stesso luogo e nello stesso tempo è necessario che si crei riconoscimento ed empatia, raggiungibili attraverso la constatazione del diverso. Constatazione che non provoca un annullamento dell’alterità ma un suo potenziamento.

fino all’11 agosto

Zelle arte contemporanea, via Fastuca 2, Palermo

info: www.zelle.it

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